Magona, c’è il sì dell’Antitrust ma Greensill è ancora un freno
Manca la firma della banca, ora Trasteel valuta come procedere
PIOMBINO. L’ottimismo della mattina è rimbalzato ancora una volta sullo stesso muro di gomma: Greensill. L’entusiasmo per il via libera dell’Antitrust europeo si è dissolto nel pomeriggio. Quando, nel corso della riunione tra i sindacati Fim, Fiom e Uilm e i responsabili di Trasteel Gianfranco Imperato e Paolo Cervetti, è spuntato l’ultimo e insidioso ostacolo.
Per chiudere una volta per tutte l’acquisizione, prima attraverso l’affitto del ramo di azienda e quindi tramite una ricapitalizzazione, e per trasferire tutti i lavoratori dello stabilimento di via Portovecchio dalla Liberty Magona Srl alla Trasteel Magona Srl, manca ancora la firma della banca d’affari Greensill. Apriti cielo. Ancora lei. La stessa banca di affari che, di fatto, ha aperto la crisi del gruppo Liberty portando Magona a un passo dal baratro. E ha rallentato le procedure di vendita, per gli stretti paletti fissati dalla procedura fallimentare dello stesso istituto, che vanta un credito nei confronti del gruppo Liberty. Così, nonostante il via libera del governo sulla Golden Power e dell’Antitrust UE sull’operazione, l’ad di Trasteel Gianfranco Imperato si trova di fronte a un bivio: procedere senza la firma della banca d’affari, dopo aver consultato i legali del gruppo, o premere nuovamente il pedale del freno. Dopo la firma del verbale di intesa del 20 luglio scorso nella sede piombinese di Confindustria, infatti, il trasferimento dei lavoratori si sarebbe dovuto concretizzare il 1 settembre. Poi la data è stata spostata di un mese. Il primo ottobre è alle porte. E adesso? Le prossime ore saranno decisive per capire se il nuovo corso per Magona partirà o meno nei tempi stabiliti: oggi pomeriggio i sindacati lo scopriranno nel corso di una nuova riunione convocata in fretta e furia dopo la frenata di ieri.
L’Antitrust ha deciso, ma...
Eppure la mattinata di ieri era iniziata nel verso giusto. Il Ministero alle imprese e al Made in Italy, con una breve nota, aveva confermato la notizia anticipata nei giorni scorsi dal Tirreno. L’Antitrust europeo ha dato il via libera all’operazione. Un altro ostacolo superato, dopo quello della Golden Power. L’ultimo. O almeno è quello che si pensava prima della doccia fredda pomeridiana. Nel frattempo il sindaco di Piombino Francesco Ferrari aveva commentato positivamente gli sviluppi della vertenza. «Si tratta di un passaggio positivo per il futuro di Magona e per Piombino. Ora è fondamentale completare rapidamente la procedura per il passaggio di tutti i lavoratori alla nuova società e dare concretezza al progetto di rilancio industriale».
La firma che manca
Adesso il nodo resta la firma di Greensill, che non è mai arrivata. L’azienda sta valutando se rinunciare a questa condizione, ma prima vuole valutare con i propri legali se questa scelta non comporti rischi giuridici rispetto al piano approvato dal tribunale. Tanto basta per alimentare nervosismo tra i sindacati. «È vergognoso – spiegano da Uilm Toscana Sud Est - che una banca tedesca e i vari legali sia italiani che stranieri, a distanza di quattro mesi non abbiano provveduto a rispettare l’impegno che si erano assunti al MiMit». La riunione di oggi pomeriggio sarà cruciale.
«Oggi (ieri per chi legge ndr) Trasteel ci ha aggiornato che sta facendo tutto il possibile per rispettare i propri impegni ed infatti sono già state ordinate 40.000 tonnellate di materia prima e le prime 10.000 tonnellate di coils risultano in arrivo nei prossimi giorni dalla Turchia – spiegano ancora da Uilm – Se arriverà il via libera dei legali, che auspichiamo, come Uilm siamo disponibili ovviamente a lavorare per siglare l’accordo sindacale in tempi ristrettissimi ed abbiamo chiesto che i contratti di solidarietà che, saranno necessari nella prima fase, siano anticipati dall’azienda e non pagati direttamente dall’Inps perché si rischiano forti ritardi nel pagamento delle spettanze dei lavoratori in attesa che venga approvato il decreto, visto che si tratta di una nuova azienda e di una nuova procedura».
Obiettivo ripartenza
La speranza dei sindacati è che nelle prossime ore possano arrivare notizie positive. «Siamo consapevoli che le difficoltà che abbiamo davanti sono molte, ci sarà da riconquistare clienti, riacquisire ordini e reperire coils, investire sui vari reparti e sulle manutenzioni che in questi mesi sono state accantonate per i gravi problemi economici – argomenta ancora il sindacato Uilm – Ci sarà gradualmente da individuare ed assumere nuove figure professionali, viste le molte uscite per pensionamento e le dimissioni anche di giovani e di vari interinali. Ma da adesso tutti dobbiamo impegnarci per ridare un futuro alla Magona e se riusciremo a farla ripartire sarà una vittoria in primis dei lavoratori e delle lavoratrici della Magona, ma anche di un sistema che ha visto il sindacato, il Comune di Piombino ed il Ministero lavorare tutti uniti con il solito obiettivo». Manca ancora l’ultimo miglio. Il sindacato vive questa fase diviso tra sentimenti contrapposti: la preoccupazione inevitabile e il cauto ottimismo per il futuro.
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