Piombino, Liberty Magona: corsa contro il tempo tra Golden Power, Antitrust e la speranza di far ripartire la produzione
Il futuro dello stabilimento passa ora dalle autorizzazioni decisive attese da Roma e dalla chiusura dell’iter con Trasteel: tra procedure governative, scadenze che slittano e macchinari fermi da mesi, lavoratori e sindacati guardano alle prossime settimane come al momento chiave per uscire da una lunga stagione di incertezza
PIOMBINO. Dalla sigla del verbale d’accordo che ha fatto tirare a tutti una boccata d’ossigeno per il futuro di 430 lavoratori di Liberty Magona (371 addetti e una sessantina di interinali), l’attenzione adesso si concentra sulla variabile tempo, determinante per far ripartire la produzione e cominciare a lavorare le 10mila tonnellate in stoccaggio e immettere sul mercato i laminati in acciaio zincati e preverniciati, marchio di fabbrica dell’azienda.
La procedura dell’articolo 47 e il ruolo di Trasteel
Dopo due anni complessi, segnati da difficoltà nei rapporti tra azienda e istituti bancari, con l’intesa raggiunta a luglio si è attivata finalmente la procedura prevista dall’articolo 47 per la cessione del ramo d’azienda di Magona a Trasteel. Il gruppo svizzero ha sottoscritto un contratto d'affitto del 100% del ramo d'azienda, un passaggio chiave ideato per risanare i conti e finalizzare in seguito la proprietà dello stabilimento. L’obiettivo è di chiudere l’acquisizione entro il 2027. Due tuttavia sono i passaggi cruciali che devono essere completati prima di partire con la produzione e consentire che questo avvenga sotto la firma di Trasteel: quello del Golden Power e quello dell’Antitrust. Passaggi sui quali anche il ministro dell’Industria e del Made in Italy Adolfo Urso aveva palesato a luglio grande fiducia e per i quali ancora oggi le organizzazioni sindacali vigilano con grande attenzione, auspicando che (ormai probabilmente a ottobre) si possa riavviare i macchinari.
Le scadenze e l’attesa delle autorizzazioni
Il termine fissato un po’ ottimisticamente nel primo settembre per chiudere l’iter autorizzativo era stato del resto “prorogato” a “entro la fine del mese di settembre”. Oggi - come ci conferma Paolo Cappelli, segretario Fim Cisl Toscana, - non trapelano novità da Roma, ma si sa, il periodo di agosto non è certo dei migliori per chiudere istruttorie tecnico-burocratiche. «La speranza - dice Cappelli - è che a questo punto si possa chiudere per la fine del mese».
Golden Power e Antitrust: cosa devono valutare
Ma su cosa devono pronunciarsi lestruttorie del Golden Power e dell’Antitrust? La disciplina del Golden Power dà al governo la possibilità di porre il veto su delibere, atti e operazioni di imprese che gestiscono attività strategiche. Serve in sostanza a difendere l’interesse nazionale qualora, ad esempio, un’azienda decida di vendere quote strategiche. Il caso in specie non dovrebbe essere soggetto a complesse istruttorie dato che i rapporti si disciplinano tra due soggetti stranieri, gruppi industriali indiani e svizzeri. Lo stesso vale per la disciplina Antistrust anche perché non è certo questo il caso in cui si sposta la produzione di acciaio per realizzare una condizione di monopolio.
Le tempistiche possibili e la prospettiva dei lavoratori
Tempi tecnici permettendo, anche prevedendo la chiusura dell’istruttoria governativa a metà settembre, è pensabile che la firma possa arrivare i primi di ottobre. Condizione per far partire la produzione da parte di Trasteel e accelerare il processo di acquisizione della proprietà col passaggio dei lavoratori nell’azienda svizzera entro il 2027. Le speranze dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali sono ancorate alla forza dell’accordo che assicuri produzione, con un ampliamento progressivo dei volumi, e la fine di una lunghissima stagione di cassa integrazione.
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