Il Tirreno

Il caso

Piombino, centinaia di famiglie senz’acqua: «Situazione insostenibile, c’è anche un problema igenico-sanitario»

di Matteo Scardigli

	Piazza Costituzione a Piombino
Piazza Costituzione a Piombino

I residenti di piazza Costituzione ormi da giorni sono alle prese con la mancanza di acqua ai piani alti dei palazzi della zona

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PIOMBINO. «Oggi ci sentiamo abbandonati», confessa Sandra Vitiello, residente di piazza Costituzione oramai da giorni alle prese - insieme a un altro centinaio di famiglie - con la mancanza di acqua ai piani alti dei palazzi della zona. E tuona: «Se continua così farò un’interpellanza e una petizione, e non escludo di andare per le vie legali». Vitiello, storica fioraia della zona, è stata presidente di quartiere.

La polemica

È tesserata con il Partito democratico ma assicura che la sua non è una protesta politica; anche se la questione potrebbe ben presto tornare in Comune dopo l’altra interpellanza presentata a fine luglio dal gruppo "Piombino domani". È in questo contesto che le criticità si fanno sentire. Un problema che l’amministrazione assicura di non aver preso sottogamba ma che ormai da tempo è finito al centro di un’interlocuzione costante tra amministratori di condominio, Asa e municipio. Un’interlocuzione che, precisava pochi giorni fa il vicesindaco Luigi Coppola, «ha iniziato a produrre dei risultati, pur nella sua complessità». Riprende Vitiello: «Spesso mi chiedo quale sia il compito della politica, nella sua più alta espressione. Secondo me deve essere vicina ai bisogni dei cittadini, con risposte che siano il più possibile realizzabili». Leggendo la risposta dell’amministratore pubblico, che «crede di poter risolvere il problema della pressione dell’acqua con autoclavi nei condomini, sottovalutando che non in tutti i casi sono realizzabili, propone un’alternativa che prevede l’installazione di cisterne in piazza Costituzione». La domanda, come si suol dire, le sorge spontanea: «Ma nel frattempo i cittadini come devono fare? Da tempo - ribadisce - sto sollecitando personalmente un incontro tra azienda, Comune e quartiere (l’unico organo che mi ha dato ascolto). Non ho ancora avuto nessuna risposta per la convocazione di un’assemblea pubblica che sia mirata il più possibile a risolvere il problema in breve tempo».

«Situazione non sostenibile»

Il fatto è purtroppo semplice, come testimoniano anche altri inquilini degli stabili. Da mesi l’acqua va e viene, sempre meno, e negli ultimi giorni sono in moltissimi a non averne più per cucinare, lavare né lavarsi. La speranza è che la notte, quando il consumo è molto più ridotto rispetto al giorno, la pressione possa "fare il suo dovere". Ma al risveglio, ogni mattino, l’amara conferma. «Molti di noi scendono con le taniche a fare il pieno, ma così non è sostenibile», aggiunge la residente. Anche perché ci sono famiglie con bambini e persone anziane e malate: «Qui c’è anche un problema igienico-sanitario».Alcuni interventi, spiegava ancora Coppola, nei giorni scorsi sono stati messi a segno agli impianti della Capriola e altri erano in corso nella zona di via XXV Aprile. Il vicesindaco assicurava che la giunta avrebbe provveduto a monitorare gli effetti, ma secondo gli inquilini la situazione è addirittura peggiorata.E Vitiello tuona ancora: «Per i lavori ipotizzati da Coppola ci sono state prospettate spese pro capite. Fermo restando che paghiamo già le bollette (e quindi abbiamo diritto a un servizio) non vedo perché dovremmo pagare noi. Oltretutto - continua - secondo noi ci sono anche problemi di accessibilità a costruire dei locali nelle chiostre, e comunque anche fosse non è che si possono realizzare infrastrutture dall’oggi al domani».

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