San Vincenzo, è bufera su Rimigliano: «Privatizzata la spiaggia»
Nel mirino di Landi (M5S) la gara dell’ex pizzeria della Torraccia. Nel Parco naturale generatori a benzina per alimentare torri-faro. L’accusa: «Un surrogato di concessione balneare». Riccucci replica: «Tutto previsto nel bando, l’arenile resta libero»
SAN VINCENZO. È un botta e risposta senza esclusione di colpi quello sul parco di Rimigliano, che oggi vede contrapposti il consigliere Alessio Landi (SanVincenzo5stelle) e il sindaco Paolo Riccucci.
«Il 19 luglio abbiamo depositato due richieste di accesso agli atti sulla concessione della struttura nel Parco: la ex pizzeria della Torraccia. Una gara aggiudicata il 18 marzo 2026 (determina n. 306/2026). Quasi cinque mesi fa. A oggi abbiamo ricevuto risposta solo sulla valutazione di impatto acustico. E già lì qualcosa non torna, ci stiamo lavorando, e ne parleremo», premette il primo, e aggiunge: «Per capire come stanno le cose non serve leggere una perizia. Basta andare a fare due passi nella pineta e vedere i generatori a benzina delle torri-faro, con tubo di scarico rivolto direttamente verso il bosco». Nel frattempo il gruppo ha chiesto altra documentazione «e aspettiamo ancora buona parte degli atti di gara».
Poi ci sono le immagini. «Quel tratto di spiaggia collegato alla struttura della Torraccia, non è più una spiaggia libera dentro un parco protetto. È un arenile ordinato in file, con circa 120 ombrelloni brandizzati e le sdraio dello stesso colore», tuona Landi, ad avviso del quale si sarebbe di fronte a «un surrogato di concessione balneare, dentro un parco pubblico». Quindi il capitolo della gara che, attraverso il requisito della soglia di fatturato di almeno 150.000 euro l’anno in tre dei cinque esercizi dal 2021 al 2025, secondo i 5 stelle avrebbe «tagliato fuori» giovani, piccole aziende locali e startup: «Una clausola di sbarramento non obbligatoria».
Il quadro dipinto da Landi è quello di un’amministrazione che finirà il mandato nella primavera del 2027 con «una spiaggia libera diventata di fatto privata, generatori a benzina che scaricano in pineta, strutture in metallo invece che in legno o plastica riciclata, un bando che ha ristretto la gara a tre concorrenti e un fascicolo che dopo cinque mesi non riesce ad arrivare a chi ha il dovere di controllarlo (i consiglieri 5s, ndr). Il privato che ha vinto – conclude – fa il suo mestiere: massimizza. È quello che ci si aspetta da un'azienda che ha un piano di investimenti da 350 milioni di euro, ma Rimigliano non è un asset. È il pezzo di territorio che questa comunità aveva deciso di proteggere».
Pronta la replica del primo cittadino, che si incardina nella trasparenza. «Il bando per la Torraccia è stato strutturato sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa: il prezzo non è stato determinante, quanto invece la qualità della proposta. Quanto al requisito del fatturato, non si è trattato di una clausola per escludere il territorio, ma di un indispensabile criterio di garanzia. Affidare una struttura in un parco naturale a chi non ha le spalle finanziariamente solide significa rischiare il blocco dei lavori, abbandoni a metà stagione e degrado», premette Riccucci, respingendo l’accusa al mittente: «La dimostrazione è che al bando hanno partecipato anche i precedenti gestori».
La spiaggia è e rimane libera. «Gli allestimenti, i passaggi e le strutture amovibili realizzati corrispondono esattamente a quanto previsto dal bando e autorizzato per legge», ribatte il sindaco, ricordare le condizioni in cui versava l'area a fine 2025: «Il concessionario si è preso in carico (a proprie spese) la riqualificazione completa del bene e della relativa passerella accessibile a tutti, interventi che al termine della concessione resteranno patrimonio della nostra comunità. Non risulta inoltre alcuna violazione per la posa degli ombrelloni prima dell'arrivo degli avventori, ma è un aspetto sul quale continueremo a vigilare con estrema attenzione».
Sulle questioni impatto acustico e generatori temporanei, il sindaco assicura che «gli uffici tecnici e gli organi di controllo stanno svolgendo una costante attività di verifica. L'utilizzo di soluzioni provvisorie è legato esclusivamente ai tempi tecnici di adeguamento della rete elettrica e non rappresenta in alcun modo una scelta di gestione ordinaria. Saremo intransigenti sul rispetto dei vincoli: a fine stagione le strutture amovibili dovranno essere smontate, l'impatto su suolo e vegetazione sarà monitorato e la fruizione pubblica sarà garantita in ogni momento».
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