Il Tirreno

Lutto

Piombino, morto Giancarlo Novembrini: storico portiere, ha giocato anche in Serie A

di Luca Centini

	Nella foto a destra Giancarlo Novembrini è il primo da destra
Nella foto a destra Giancarlo Novembrini è il primo da destra

Dopo il ritorno dalla massima categoria per Novembrini iniziò anche il lavoro alle acciaierie che, tuttavia, non ostacolò la sua grande passione per il pallone

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PIOMBINO. A guardarlo in quella foto ingiallita dal tempo, assieme ad altri portieri che hanno fatto la storia del calcio della nostra città, a colpire è le phisique du role. A quei tempi i portieri erano per la maggior parte piccolini, agili e scattanti tra i pali. Novembrini no. Lui era uno che la porta la copriva con la sua stazza imponente. Come fanno i numeri uno del calcio moderno. Poi, chi lo ha visto all’opera tra i pali, lo ricorda anche per tecnica e piazzamento.

E, nonostante il destino ha fatto in modo che da giocatore Giancarlo non abbia mai indossato la maglia del Piombino, la città ha perduto uno dei suoi numeri uno più forti, oltre a un uomo che nel suo percorso di vita ha saputo lasciare il segno. Giancarlo Novembrini aveva 89 anni. Non stava bene da tempo, ma le sue condizioni di salute sono precipitate negli ultimi giorni. Fino a venerdì mattina, quando è morto nella sua casa di Piombino.

Una grande carriera

Elbano, per l’esattezza ferajese come direbbero sullo Scoglio, Giancarlo si trasferì a Venturina, dove è iniziata la sua lunga carriera da calciatore. Portierone con la valigia in mano, lo si capisce scorrendo le tappe del suo percorso tra i pali. Dal Venturina al Como, fino alla Serie B, poi la discesa in Quarta Serie con l’Aquila, di nuovo Venturina, Scansano, Bondano. Era un calcio di altri tempi: anni sessanta, si parava senza guantoni, i palloni pesavano come macigni, il dodicesimo uomo non era contemplato. Il numero uno era il difensore più estremo che mai. E Giancarlo in porta ci sapeva fare, tanto che sul campo si conquistò la grande occasione, la vetrina più importante. Il Venezia, Serie A.

Il lavoro nelle acciaierie

Fino al ritorno nei campi locali: quello dell’Audace Portoferraio, poi Castiglioncello, San Vincenzo, Massa Marittima e Suvereto. «In una intera stagione con il Massa Marittima subì solo due reti», ricorda il figlio Massimo, anche lui ex calciatore. Dopo il ritorno dalla Serie A per Novembrini iniziò anche il lavoro alle acciaierie che, tuttavia, non ostacolò la sua grande passione per il pallone. Dai campionati minori, fino ai tornei de bar, proseguendo da grande come preparatore dei portieri in varie squadre del comprensorio, Piombino compreso. Battuta pronta, sensibile e con un’ironia particolare: Giancarlo ci sapeva fare con le persone.

Un uomo che ha lasciato il segno, come dimostrano i tanti commenti di persone che lo conoscevano e che in queste ore sono passate a dargli l’ultimo saluto, prima del trasferimento della salma al cimitero di Livorno per la cremazione. Giancarlo lascia l’amata moglie Esda, i figli Massimo ed Elena, i nipoti Iacopo e Sofia e tante persone che gli volevano bene. E che a guardare quella foto ingiallita si commuovono. Una schiera di portieri da Serie A.

Il primo da sinistra è Stefano Montorsi, poi il grande Lido Vieri, Doriano Carlotti mitico numero uno del Piombino in Serie B, Sergio “Baio” Picchi, Roberto Innocenti. E, a destra, ecco Giancarlo: ha le braccia incrociate e un grande sorriso. 

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