Il Tirreno

La sentenza

Cade in vacanza all'Elba dopo il bagno a Procchio: il Comune deve pagare 15mila euro

di Stefano Taglione
Via del Mare, a Procchio, dove la donna è caduta
Via del Mare, a Procchio, dove la donna è caduta

L'incidente è avvenuto in via del Mare, dove la turista settantenne di Ferrara è inciampata. La sentenza del tribunale civile di Livorno

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MARCIANA. Una passeggiata insieme al marito dalla spiaggia di Procchio verso via delle Ginestre che diventa un incubo, con una caduta rovinosa causata – secondo il tribunale – dalla pavimentazione sconnessa e pericolosa di via del Mare. Per questo il giudice civile del tribunale di Livorno, Massimiliano Magliacani, ha condannato il Comune di Marciana a risarcire una turista settantenne di Ferrara, assistita dall’avvocata Rosalia La Barbera, rimasta ferita nell’estate del 2024. La donna riceverà complessivamente oltre 15mila euro fra danni biologici e rimborsi di spese mediche e consulenze.

La sentenza è stata pronunciata il 13 maggio scorso al termine di un procedimento civile nel quale l’amministrazione non si è costituita in giudizio. Decisiva, per la ricostruzione dei fatti, la testimonianza del marito della pensionata, ascoltato in aula. L’episodio risale al 24 luglio 2024. La coppia si trovava in vacanza a Procchio quando, durante una passeggiata lungo il percorso pedonale che collega l’arenile alla strada principale, la donna è inciampata ed è finita a terra. Nell’urto si è fratturata un dito della mano, riportando anche escoriazioni al volto e al naso. «La strada era sconnessa e piena di mattoncini rialzati», ha raccontato il marito al giudice.

Secondo il coniuge proprio quei dislivelli avrebbero provocato la caduta. Non solo. A rendere ancora più insidioso il tragitto, sempre stando alla deposizione, sarebbero state anche le ombre degli alberi e la forte luce estiva, che avrebbero reso difficile percepire le irregolarità della pavimentazione. Sul posto, inoltre, non c’erano cartelli che segnalassero il pericolo. Dopo l’incidente la turista venne accompagnata all’ospedale, dove le fu immobilizzata la mano. Ma le conseguenze si sono protratte ben oltre la vacanza.

La donna, infatti, è stata poi sottoposta a un intervento chirurgico alla clinica della mano a Modena e ancora oggi – come emerso nel processo – avrebbe limitazioni permanenti al mignolo, che non riesce più a estendere e utilizzare normalmente. Il tribunale ha ritenuto pienamente provata la responsabilità civile per la cattiva manutenzione della strada pedonale, richiamando l’articolo 2051 del codice civile relativo alla responsabilità del custode.

Nelle motivazioni il giudice parla di una strada «sconnessa e pericolosa», individuata come causa diretta della caduta e delle lesioni riportate dalla turista. Per quantificare il danno il giudice si è basato anche sulla consulenza medico-legale prodotta dalla donna, ritenuta attendibile e coerente con la documentazione sanitaria. La relazione ha accertato un’invalidità permanente del 6%, oltre a lunghi periodi di invalidità temporanea: 41 giorni al 75% e altri 60 al 50%. Nel calcolo del risarcimento il giudice ha tenuto conto anche della sofferenza morale legata all’intervento chirurgico, del danno estetico e delle ripercussioni sulla vita quotidiana.

Applicando le nuove tabelle ministeriali sulle lesioni di lieve entità, il tribunale ha liquidato 13.721 euro per il danno non patrimoniale, ai quali si aggiungono 1.791 euro di spese mediche e 400 euro per la consulenza tecnica di parte. Il totale sfiora i 16mila euro e li supera con gli interessi legali e alle spese processuali, che il Comune dovrà rimborsare integralmente.

 

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