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Il caso

Venturina, adesivi firmati “Blocco studentesco» sulla vetrata della sede del Pd

di Redazione Piombino
Venturina, adesivi firmati “Blocco studentesco» sulla vetrata della sede del Pd

Ferma la condanna da parte delle forze politiche che sostengono la giunta guidata dalla sindaca Alberta Ticciati

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VENTURINA. Irruzione nella sede del Partito democratico di Venturina. Nella serata di ieri, 25 maggio, alcuni militanti di Sinistra italiana, che hanno un loro spazio all’interno della sede del Pd, hanno trovato degli adesivi attaccati sulla porta di accesso del locale e sulle altre vetrate. Firmate dal gruppo di destra Blocco studentesco.

Gruppo, questo, guidato da un concetto preciso, più volte dichiarato in questi mesi: «L’antifascismo è mafia». È proprio “Blocco studentesco”, insieme a “Remigrazione”, quanto si legge sulle stampe che hanno tappezzato le vetrate della sede di partito.

Ferma la condanna da parte delle forze politiche che sostengono la giunta guidata dalla sindaca Alberta Ticciati. Non ha condannato solo il Pd, ma anche Alleanza verdi e sinistra, Movimento 5 Stelle, e le liste civiche Impegno Comune e Agorà. «Condanniamo con fermezza quanto accaduto alla sede del Partito Democratico di Venturina, dove sono stati affissi adesivi riconducibili a un gruppo politico di destra. Si tratta di un gesto tanto stupido quanto vigliacco, che nulla ha a che vedere con il confronto democratico, con le idee e con la normale dialettica politica. Chi sceglie di agire in questo modo dimostra soprattutto povertà culturale e civile, preferendo la provocazione al confronto aperto e trasparente», fanno presente le liste.

«Il gesto, apparentemente grave, è soprattutto l'espressione di un atteggiamento profondamente ipocrita, poiché il rispetto delle proprie opinioni non può di certo essere invocato da chi per primo non rispetta quelle degli altri – continuano le forze politiche e civiche -. L'origine dell'azione appare del resto piuttosto evidente: l'utilizzo di simboli e riferimenti riconducibili a una precisa area politica manifesta chiaramente l'intenzione di farsi riconoscere per ciò che si è e per ciò che si rappresenta. A questo rispondiamo con la serenità di chi non si lascia intimidire da atteggiamenti tanto vili quanto vacui, incapaci di offrire qualunque contributo al dibattito democratico».

Per la maggioranza, si tratta di un episodio da condannare, ma «non intendiamo attribuirgli un significato che non merita: appare piuttosto come l'azione di persone che probabilmente non comprendono nemmeno fino in fondo il valore degli spazi democratici e della partecipazione politica – concludono i partiti -. Il dissenso si esprime con le parole, con il confronto politico, con le proposte e, quando necessario, anche attraverso critiche dure e persino aspre; ciò che non può mai essere considerato accettabile è il ricorso ad atti di vandalismo e intimidazione. La nostra risposta sarà quella di continuare a fare politica alla luce del sole, con serietà, rispetto e impegno, senza lasciarci distrarre né intimidire da provocazioni tanto sterili quanto inutili».

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