«Benvenuta Valeria»: 51enne malata di Sla realizza il suo sogno guardando il mare dell’Elba
La genovese è sbarcata sull’isola con quattro amiche. Fondamentali le associazioni locali di volontariato: «Come essere a casa»
PORTOFERRAIO. “Benvenuta Valeria”. Sfondo giallo, lettere cubitali, è questo il cartello di benvenuto che ha accolto alla Rsa Casa Del Duca di Portoferraio l’arrivo sull’isola di Valeria Firpo. Genovese 51enne, malata di Sla e quindi costretta all’infermità da nove anni, da tempo la donna sognava di visitare l’Elba. E di respirare il mare dell’Isola. Accompagnata a Portoferraio da quattro amiche - Enrica, Erika, Michela e Lucia -, che fanno tutte parte dell’associazione che si occupa di prendersi cura dei malati di Sla che la stessa Valeria ha contribuito a fondare, “A rivedere le stelle”, i quattro giorni sull’isola - tra Portoferraio, Porto Azzurro e Campo nell’Elba - sono stati per la genovese un’eccezione rispetto a quella quotidianità che le è negata, proprio a causa della sua malattia.
Valeria ha visto il mare - il tramonto il suo momento preferito -, è stata a teatro, e ha incontrato tantissimi abitanti dell’isola. Per lei che vive al terzo piano di un paese di campagna del genovose, Campomorone, sono stati giorni straordinari. La 51enne ha vissuto quella che per le persone normodotate è la “normalità”, ma che per chi convive con la Sla è invece un evento più unico che raro. E lo ha fatto grazie, oltre alle sue accompagnatrici, che si predono sempre cura di lei, «all’associazione Diversamente Sani con Virginia Campidoglio, a tutte le pubbliche assistenze dell’isola, al musicista Emiliano Toso, alla Tenuta la Chiusa, tutte realtà che ringraziamo fortemente», specifica una delle amiche di Valeria, Enrica Volpara.
«Sull’isola abbiamo percepito una grande accoglienza, e si vedeva che tanti conoscevano la storia di Valeria, è stata fatta una grande sensibilizzazione in vista del suo arrivo – continua Volpara –. Diverse persone ci hanno fermato per strada, e nei negozi ci hanno offerto anche il succo di frutta. Tutti volevano conoscere Valeria. E le pubbliche assistenze hanno fatto a gare per portarci a visitare l’isola». Il momento più emozionante, per la 51enne e per le sue amiche, è stato quando «davanti al mare, passato il tramonto, Valeria è riuscita a vedere una lucciola – ricorda con gioia Volpara –. Ma è stata un’emozione magica anche quando abbiamo portato Valeria a teatro (dei Vigilanti, ndr), a Portoferraio, al concerto di pianoforte di Emiliano Toso. Loro sono amici, si conoscono da anni, e noi siamo venute sull’isola anche per il suo concerto».
«Portare Valeria a teatro è stato per noi come avere lì anche la nostra Vale», dice teneramente Virginia Campidoglio, presidente dell’associazione Diversamente Sani. Il suo riferimento è a Valentina Nenci, elbana malata di Sla scomparsa lo scorso novembre. «Abbiamo dimostrato che anche per chi ha la Sla, con il giusto supporto tutto è possibile, anche andare al mare, anche andare a teatro», continua la presidente. Che è rimasta positivamente colpita anche dall’approccio che i bambini hanno avuto incontrando Valeria. «A teatro era presente la 2°b delle scuole Casa del Duca, ospiti speciali della serata – racconta –. Quando i bambini hanno visto Valeria hanno fatto domande con molto tranquillità, non hanno avuto nessun tipo di paura verso un corpo che non avevano mai visto, non avevano senso di fastidio. E stamani (ieri, ndr) i genitori dei bimbi mi hanno detto che i loro figli sono rimasti colpiti dalla storia di Valeria». Il volontariato, per far conoscere storie come questa, è fondamentale. «Il percorso che ha portato Valeria fino all’Elba ha creato un vero e proprio senso di gratitudine, che si è evoluto da quando abbiamo saputo che lei sarebbe venuta sull’isola – continua Campidoglio –. È stata un’ esperienza strabiliante».
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