Il Tirreno

Il lutto

Piombino, addio al re della schiaccia: è morto Piero Romagnoli

di Luca Centini

	Piero Romagnoli, aveva 87 anni 
Piero Romagnoli, aveva 87 anni 

Il suo forno in via Torino è stata un’istituzione per tanti piombinesi, l’ex fornaio aveva 87 anni

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PIOMBINO. I piombinesi lo ricordano ancora impegnato a sfornare teglioni di schiaccia. In quei locali del forno di via Torino le temperature raggiungevano livelli difficilmente sopportabili. Niente che potesse scalfire in qualche modo il sorriso di Piero Romagnoli. Mai un lamento, solo gentilezza e amore per il proprio lavoro. E quella schiaccia, poi, era qualcosa che rasentava la perfezione.

La scomparsa

Lo storico fornaio di via Torino, che ha gestito il panificio fino a metà degli anni Novanta, è morto nella notte tra mercoledì e giovedì in ospedale a Villamarina. Era ricoverato da giorni in terapia intensiva, dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Purtroppo le sue condizioni di salute sono peggiorate nelle ultime ore. Fino a quando il cuore di Piero ha smesso di battere per sempre. Aveva 87 anni. Romagnoli è stato un’icona di una Piombino che, con il passare degli anni, sta perdendo molti dei suoi grandi personaggi. Non a caso la notizia della scomparsa dello storico fornaio si è diffusa rapidamente e ha lasciato una scia di malinconia tra le tante persone che ancora lo ricordano con piacere.

Lo storico forno

Fu Millo Romagnoli, il padre di Piero, ad avviare l’attività del forno in via Torino. Piero, negli anni successivi, ereditò l’attività dal babbo. Non conosceva fatica, stava notte e giorno al lavoro, sfornando dalla bocca incandescente del forno teglioni di pane, pizza e schiaccia. I piombinesi chiamavano il panificio Romagnoli la boutique della schiaccia. Non c’era gita in barca, giornata sulle spiagge della Costa Est senza l’immancabile schiaccia del Romagnoli. Croccante e al tempo stesso morbida, unta al punto giusto. Se poi la mangiavi appena uscita dal forno, allora sì che era qualcosa di perfetto. Quel locale in via Torino, negli anni difficili, era diventato anche un punto di ritrovo, un riferimento per la città. Piero non esitava a dare una mano ai clienti che si trovavano in difficoltà, allungando buste piene di pane e schiaccia a chi non riusciva ad andare avanti.

La morte della moglie e la cessione

Piero non poteva stare senza il suo lavoro al forno, ma la morte della prima moglie Maria Antonietta cambiò tutto. Così decise di lasciare il forno a metà degli anni Novanta per stare vicino al figlio David. L’attività, attiva ancora oggi con successo, fu rilevata da nuovi proprietari. Da lì è iniziata una vita diversa per lui, una nuova storia con la seconda moglie Paola, il tempo trascorso tra Piombino e la terra di Suvereto, a curare le piante di olivo con la stessa cura con cui sfornava la mitica schiaccia di via Torino.

Romagnoli non era uno che riusciva a stare con le mani in mano. «Gli piaceva uscire, andare alla terra a lavorare – racconta la moglie Paola – è sempre stato attivo. Ma soprattutto Piero è stato un piombinese a cui tante persone hanno voluto bene. Ha ricevuto tante testimonianze di affetto da parte di amici, conoscenti e vecchi clienti».

Insomma, un personaggio che ha lasciato il segno nella nostra città. Tanti i messaggi di cordoglio che, appresa la notizia della scomparsa di Romagnoli, sono arrivati alla famiglia dello storico fornaio.

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