Il Tirreno

Il caso

Piombino, trovato senza vita in casa: giallo sulla morte di Mattia

di Luca Centini

	La vittima
La vittima

Indagano i carabinieri: al momento nessuna ipotesi è esclusa

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PIOMBINO. Il corpo senza vita di un giovane uomo disteso sul pavimento. Tracce di sangue nell’appartamento al primo piano di via Dalmazia, dove si trovavano tre cani Amstaff che da poche ore avevano perso per sempre il padrone. Sono solo alcuni degli elementi di una tragedia. E al tempo stesso sono i dettagli di un giallo che potrà essere risolto solo quando sarà effettuata l’autopsia. Al momento, infatti, non è chiara la causa della morte di Mattia Giorgi.

L’allarme

È stato il padre del piombinese di 31 anni, ieri mattina, a entrare nell’appartamento nel quale il figlio abitava solo da pochi mesi. Non sentiva Mattia da due giorni, si era preoccupato. Quando, assieme ai carabinieri della stazione di Piombino, ha aperto il portone di ingresso della casa, si è trovato di fronte a una scena terribile. Il corpo esanime del 31enne a terra, davanti all’ingresso. Tracce di sangue intorno, i cani ormai senza padrone che si aggiravano per la casa. Non è certo a quando risalga il decesso del giovane. Ma soprattutto non è chiaro come il 31enne sia morto. Per questo motivo, ieri mattina, i carabinieri hanno “sigillato” l’appartamento al primo piano di via Dalmazia, ai piedi del quale presto si sono radunati familiari e gli amici di Mattia, disperati dopo aver appreso la notizia.

Le indagini

I militari del reparto investigazioni scientifiche hanno lavorato a lungo all’interno dell’appartamento, dove nel frattempo erano stati recuperati e messi in sicurezza i cani che si trovavano dentro. I tecnici dei carabinieri hanno raccolto prove e tracce. Le indagini si sono svolte nel più stretto riserbo. E tutte le piste sono al momento aperte, dal malore fino all’ipotesi di morte violenta. Il sostituto procuratore del Tribunale di Livorno Giuseppe Rizzo ha effettuato un sopralluogo all’interno della casa. «Al momento non c’è niente da dire – risponde brevemente al Tirreno che lo intercetta mentre lascia via Dalmazia – dobbiamo aspettare l’autopsia».

Secondo quanto raccolto sarebbero state rilevate tracce di sangue e ferite al volto dell’uomo, compreso un lobo dell’orecchio staccato. Elementi che tuttavia dovranno essere approfonditi al fine di fugare ogni dubbio. Non sarebbero stati riscontrati, del resto, segni evidenti e inequivocabili di violenza commessa da terzi. Cautela, dunque, sull’ipotesi di omicidio. Insomma, al momento siamo di fronte al ritrovamento di un cadavere e tutte le ipotesi sono aperte. Nel tardo pomeriggio di ieri la salma del piombinese è stata trasferita in obitorio a Livorno, in attesa dell’esame autoptico che si dovrebbe compiere nella giornata di martedì. Nel frattempo gli inquirenti si sono messi all’opera per ricostruire nel modo più preciso possibile le ultime ore di vita del giovane di Piombino. Per questo, fin dalla mattina di ieri, i carabinieri hanno raccolto testimonianze di amici e parenti della vittima, con l’obiettivo di chiarire frequentazioni, i contatti e il contesto in cui si muoveva il ragazzo. Se negli ultimi giorni avesse avuto problemi con qualcuno, se il giovane avesse ricevuto delle minacce. Insomma, si lavora a tutto campo e nel massimo riserbo per tentare di chiarire le cause della morte di Mattia.

Il dolore

Di certo, al momento, c’è solo la tragedia che ha travolto le persone che volevano bene al piombinese. Amici e parenti hanno seguito le operazioni ai piedi dell’appartamento messo sotto sequestro dalla Procura. Pietrificati da un dolore troppo grande. Giorgi era conosciuto in città. Figlio di un imprenditore noto, amava i cani e sognava di gestire un allevamento di Amstaff. 

 

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