Il Tirreno

La sentenza

Portoferraio, velista pagherà 40mila euro dopo lo scontro con la barca

di Stefano Taglione
La darsena di Portoferraio
La darsena di Portoferraio

L’incidente era avvenuto nel 2022 in darsena. Lo ha stabilito con una pronuncia civile il tribunale di Livorno: risarcimento per un turista milanese

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PORTOFERRAIO. Uno scontro fra due barche nel porto di Portoferraio si è concluso con la condanna a un risarcimento da oltre 40mila euro. È quanto ha disposto nelle scorse settimane la giudice del tribunale civile di Livorno Simona Capurso, la quale con una sentenza ha stabilito che il proprietario di un’imbarcazione a vela, un diportista fiorentino, e la società alla quale è intestato il natante dovranno risarcire 36.446,72 euro di danni (più gli interessi) al proprietario dell’altra imbarcazione, un settantanovenne milanese residente in Svizzera, oltre a 786 euro per gli esborsi e 5.330 per compensi. La vicenda I fatti risalgono al 17 agosto 2022, quando l’imbarcazione denominata “Mister A”, ormeggiata nella darsena turistica “Cosimo de’ Medici”, venne urtata dalla barca a vela “Ely J”, in manovra nello specchio acqueo. L’impatto provocò danni significativi alla murata di dritta dell’imbarcazione colpita, tanto che il settantanovenne lombardo fece riparare la barca sostenendo una spesa complessiva di oltre 81mila euro, interamente pagata di tasca propria.

L’assicurazione del velista ha riconosciuto, però, solo 28.550 euro (oltre a 2.410 a titolo di rimborso spese per l’assistenza legale stragiudiziale), una cifra giudicata insufficiente dal turista milanese, che l’ha sì accettata, ma solo come acconto. Per questo, dopo un tentativo andato a vuoto di risolvere la vicenda in via stragiudiziale attraverso la negoziazione assistita, ha deciso di fare causa civile. Ottenendo, dopo diversi anni, ragione. E quindi il risarcimento. La responsabilità Nel corso del giudizio, la responsabilità dell’incidente non è mai stata messa in discussione: il velista non ha infatti contestato la dinamica dell’urto, né il fatto che la “Mister A” fosse correttamente ormeggiata quando è avvenuto lo scontro. Il giudizio civile si è quindi concentrato esclusivamente sulla quantificazione dei danni.

Per questo motivo il tribunale ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio, affidando a un ingegnere il compito di valutare l’entità reale delle riparazioni necessarie e la congruità dei costi sostenuti. La sentenza Il consulente ha spiegato come nel settore della nautica da diporto non esista un tariffario unico e come i costi possano variare sensibilmente da cantiere a cantiere. Tenendo conto di una possibile ottimizzazione delle lavorazioni, il danno complessivo è stato stimato in 53.276 euro più Iva. Sottratta quindi la somma già versata dall’assicurazione, il tribunale ha condannato il diportista fiorentino e la società proprietaria di “Ely J”, in solido, al pagamento di 36.446,72 euro, oltre agli interessi legali maturati dal giorno dell’incidente (avvenuto quasi quattro anni fa). Soldi che dovranno pagare loro, non l’assicurazione. Le parti – che avevano chiesto il rigetto della richiesta di risarcimento, in quanto a loro giudizio «infondata e non provata» – dovranno saldare anche le spese per la consulenza tecnica d’ufficio.

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