La vittoria
Piombino, molesta il personale dell'ospedale: «Polizia a Villamarina per tutelare i sanitari»
Denunciato un 30enne per interruzione di pubblico servizio La Fials propone il presidio delle forze dell’ordine in ospedale
PIOMBINO. Piombino non è immune dalle aggressioni contro il personale sanitario. È a Villamarina che, qualche giorno fa, un trentenne si è presentato in pronto soccorso per essere visitato ma, una volta arrivato, ha iniziato a tenere un comportamento molesto nei confronti del personale in turno. E ora i sindacati chiedono maggiore tutela per chi lavora nei presidi ospedalieri. Diverse le proposte che Fials e Flp Uil, contattate dal Tirreno, lanciano per una maggiore serenità nei luoghi di lavoro: dalla presenza della polizia nelle strutture fino a un nuovo posizionamento della pulsanteria per l’allarme a Villamarina, passando per la questione dei vigilanti privati. Ma andiamo con ordine.
L’episodio
Quello che il 30enne ha tenuto nel triage del pronto soccorso di Villamarina è stato un comportamento collerico. Ha manifestato con rabbia l’impazienza per l’attesa della visita. E quindi ha creato un disagio tale che non si sono impauriti soltanto gli operatori presenti in sala, ma anche i pazienti che aspettavano il loro turno. L’uomo, che non si è calmato fino all’arrivo dei carabinieri, è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio.
La Fials
«Noi abbiamo intrapreso un’iniziativa da tempo per mettere in campo tutte le azioni utili e indispensabili per garantire al massimo la tutela degli operatori». Visto che il problema non è nuovo, il segretario provinciale della Fials Massimo Ferrucci inizia la sua riflessione sottolineando l’azione che il sindacato che guida porta avanti già da tempo. «Siamo stati tra i promotori dell’iniziativa che ha poi condotto alla firma del protocollo tra la prefettura di Livorno e l’Asl contro le aggressioni ai professionisti sanitari – sottolinea –. E il prossimo 19 febbraio ci sarà un’altra riunione, per monitorare l’evoluzione del fenomeno». Prima ancora della repressione, per la sigla sindacale, è necessaria la prevenzione delle aggressioni contro il personale sanitario. «La maggior incidenza delle aggressioni contro gli operatori sanitari si ha dove gli ospedali servono una gran quantità di persone. Piombino non rientra in questi casi, ma non è neanche un ospedale piccolo – continua Ferrucci –. Occorre fare un passo in più per tutelare i lavoratori. Anche nella realtà di Piombino si potrebbe pensare all’ipotesi di un posto fisso di polizia». E ancora, il sindacalista sottolinea che «comunque il problema sta ancora più a valle – chiosa –. C’è un numero troppo elevato di accessi impropri al pronto soccorso, è chiaro che si crei tensione. La tensione si smonta anche diminuendo gli accessi all’ospedale».
La Flp Uil
«Bene che all’ospedale ci siano le telecamere, perché permettono anche in un secondo tempo, in un momento diverso dall’aggressione, di intervenire per ricostruire il fatto». Il ragionamento di Emilio Chierchia, segretario provinciale della Flp Uil, parte dalla sorveglianza all’interno di Villamarina. Ma se è vero che il sindacato è soddisfatto della videosorveglianza, altrettanto non si può dire per gli altri meccanismi presenti a Villamarina, che dovrebbero salvaguardare chi lavora all’ospedale. «Il pronto soccorso cittadino dovrebbe essere maggiormente attenzionato, perché l’ospedale si trova lontano dalla città – sottolinea il sindacalista –. Nella struttura ci sono dei pulsanti d’emergenza, ma è necessario che vengano spostati. Perché ancora oggi sono troppo lontani rispetto a dove si trova il triage». La Flp Uil, poi, chiede anche che «il pronto soccorso venga collegato al centralino principale dell’ospedale – dice –. Questo ci darebbe modo di essere collegati anche con le forze dell’ordine, nel caso succedesse qualcosa». Infine, Chierchia l’accento lo pone anche sulla presenza dei vigilanti privati all’interno di Villamarina. «I vigilanti sono armati – conclude –. In caso di aggressione nel pronto soccorso, con un’arma potrebbe succedere di tutto».
