Raffica di furti, rapine e violenze a Piombino: due arresti - Chi sono
I due giovani sono ora in carcere. In pochi mesi hanno derubato bar, negozi e uomini per strada. Euronics, macellerie e pizzerie nel mirino. I nomi delle attività. C'è anche un terzo indagato
PIOMBINO. Una lunga scia di rapine, furti, aggressioni e violenze che per mesi ha alimentato paura e allarme sociale soprattutto a Piombino, ma anche a Venturina. Condita anche da diverse spaccate notturne in bar e negozi. Per questo i carabinieri hanno arrestato il ventottenne marocchino Amine Bouchtaoui e il connazionale di 24 anni Mouhcine El Khalqi. I due – difesi dalle avvocate Elena Parietti e Barbara Luceri – sono ora in carcere. E fra gli indagati c’è anche una terza persona, libera: è il trentaduenne, anch’egli marocchino, Ayoub Aqqad. L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno, è stata eseguita nei giorni scorsi dai militari della Compagnia di Piombino. Secondo quanto ricostruito dalla procura Bouchtaoui ed El Khalqui avrebbero messo a segno, tra il luglio e il dicembre dell’anno scorso, un’impressionante serie di reati, spesso agendo in concorso fra loro e talvolta con altri. In più occasioni, inoltre, facendo uso di armi come coltelli e bottiglie di vetro rotte.
Furti e rapine
L’episodio che apre il filone investigativo risale al 21 luglio scorso, quando Bouchtaoui – nel complesso sotto accusa per più illeciti penali rispetto al connazionale – ruba una bicicletta di marca “Scott” da 600 euro, legata con un lucchetto a una ringhiera di piazza Bovio. Poi, il 5 ottobre, con El Khalqi entra nel minimarket di Piombino di proprietà di Islam Semirul, prende delle caramelle, alcune patatine e del vino Tavernello e, giunto alla cassa, mostra un coltello da cucina, urlando: «Coltello o soldi», scappando con i generi alimentari, ripreso dalle telecamere. Una rapina, quest’ultima. Nella stessa serata i due avrebbero poi derubato un passante in piazza della Costituzione, aggredendolo e sottraendogli 350 euro. Da lì in avanti, una vera e propria escalation: furti all’Euronics, colpi notturni con danni in bar e negozi – tra cui il “2G Coffee & Candy”, la pizzeria “Vito KM0” e “The Flash” di Venturina Terme – con bottini che includono denaro, elettronica, due stampanti da 400 euro, power bank e persino un lava-aspira da 310 euro della “Hoover”. In un caso, i due vengono sorpresi da un commerciante mentre rubano un capo di abbigliamento, una tuta dell’Erreà da 65 euro, ma riescono comunque a fuggire.
Tutti gli episodi
Particolarmente grave la rapina del 27 ottobre scorso, quando Bouchtaoui – da solo in questo caso – avrebbe puntato un oggetto acuminato alla gola di un uomo di 70 anni, minacciandolo di morte per farsi consegnare il cellulare. Non meno allarmante l’aggressione del 20 settembre precedente, durante la quale un giovane viene colpito all’avambraccio con una bottiglia di vetro rotta, riportando una profonda ferita e una prognosi iniziale di 21 giorni. Per quest’ultimo episodio sono accusati entrambi. Mentre a carico di Bouchtaoui figurano numerosi altri episodi commessi in solitaria: oltre alla bicicletta rubata in piazza Bovio, è indagato per la ricettazione di telefoni e computer portatili, fino al furto di 530 euro dalla cassa di una macelleria di Piombino (quella di Gerardo Mascia, in corso Italia) e al colpo al bar Salivoli, messo a segno in questo caso insieme ad Aqqad: qui avrebbe rubato l’incasso di 1.300 euro e 100 dal borsello del proprietario, all’interno del quale c’erano anche diversi documenti. Fra i furti contestati al ventottenne anche quello di un monopattino elettrico parcheggiato vicino alla farmacia “Dei Portici”, in via Francesco Petrarca.
Operazioni bancomat
Fra ottobre e novembre, invece, El Khalqi avrebbe «indebitamente utilizzato una carta bancomat – si legge negli atti – smarrita da un uomo, effettuando tre operazioni per un totale di 60,50 euro, acquistando sigarette da un distributore automatico della tabaccheria Galluzzi di piazza della Costituzione». Poi, insieme a un uomo ancora non identificato, si è «impossessato di una cassa bluetooth “speaker BT” del valore di 49,95 euro, esposta per la vendita all’Euronics di via Gori, occultandola fra i propri indumenti».
La decisione del giudice
Il giudice Antonio Del Forno sottolinea nell’ordinanza la «assoluta sfrontatezza» degli indagati, spesso ubriachi, mai travisati e ormai noti non solo alle forze dell’ordine, ma anche a commercianti e cittadini, che li chiamerebbero per nome. «L’indole incontrollata e violenta è sintomatica della pericolosità sociale di entrambi gli indagati. È dimostrata, infine, oltre che dalle modalità con cui sono state poste in essere le rapine contestate, dalla realizzazione del reato di lesioni aggravate contestato dall’imputazione provvisoria, dove la persona offesa subiva lesioni importanti lui cagionate con una bottiglia di vetro rotta dopo aver negato loro una sigaretta», scrive il magistrato. Una condotta che, secondo il tribunale, dimostra un’elevata pericolosità sociale e un concreto rischio di reiterazione dei reati. Per questi motivi è stata ritenuta inevitabile la custodia cautelare in carcere, giudicando inadeguate misure meno afflittive come gli arresti domiciliari.
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