Il Tirreno

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Elba, spari davanti alle case e sabotaggi alle trappole: è il far west dei cinghiali

di Luca Centini

	Cinghiali all'Elba
Cinghiali all'Elba

Il racconto choc: «Un animale ucciso a pochi metri dalle abitazioni». E il Parco denuncia: trappole aperte per vanificare le catture

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PORTOFERRAIO. Due spari avvertiti nel cuore della notte, a pochi metri dalle case. Il cinghiale che urla e due uomini che, presi a male parole da alcuni residenti, si allontanano. Sì, perché nonostante il fermo della caccia, ci sarebbe qualcuno, sull’isola, che esasperato dalla presenza massiccia di ungulati, ha pensato bene di impugnare il fucile. Altro flash, storia diversa. In piena emergenza ungulati c’è qualcuno che sta sabotando le trappole del Parco nazionale, lasciando così scappare i cinghiali che vengono catturati.

Due facce della stessa medaglia. O, più precisamente, della stessa emergenza che, in attesa che si concretizzino le misure promesse dalle istituzioni, sta diventando sempre più pressante per residenti e turisti. Non bastavano le fotografie di cinghiali a spasso nei borghi collinari dell’isola e lo stillicidio di danni alle colture e incidenti stradali. Ad esasperare il clima nei giorni in cui l’Elba si avvicina a grandi falcate al Ferragosto, ci si mettono pure le cronache di cacciate notturne (e abusive) e le denunce di sabotaggio.

Gli spari notturni

«Siamo impazziti davvero». Così la presidente del consiglio comunale di Portoferraio, Lara Giusti, racconta al Tirreno quanto gli è capitato nella notte tra mercoledì e giovedì, nella sua casa in località Schiopparello. «Intorno a mezzanotte e mezza ci stavamo preparando per andare a letto – racconta – ho sentito un colpo, ho avuto paura. Poi ho sentito il grido straziante di un cinghiale, seguito dopo da un’altra schioppettata». Secondo la presidente del consiglio comunale di Portoferraio si è trattato di due colpi sparati verso un cinghiale. «Mi sono affacciata alla finestra e con me lo hanno fatto altre persone che abitano in questa zona – racconta – abbiamo visto due persone, abbiamo detto loro che li avremmo denunciati. Ho visto che si sono accucciati, poi quando non passavano le auto si sono allontanati dal campo e hanno attraversato la strada. Ma stiamo scherzando? Capisco l’esasperazione, ma non si può pensare di risolvere il problema così, sparando di notte, peraltro in un periodo di fermo della caccia. Erano a pochi metri dalla rete di recinzione».

«Trappole sabotate»

In un momento in cui la comunità elbana è giustamente scossa e preoccupata per l’aumento degli incidenti stradali causati dalla presenza incontrollata di ungulati, l’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago toscano si trova costretto a segnalare «con rammarico – spiegano dall’ente – anche episodi di sabotaggio alle attività di cattura regolarmente autorizzate e condotte nel rispetto delle normative vigenti nel territorio di sua competenza».



In particolare, nella giornata del 4 agosto, è stato rilevato un grave episodio di interferenza in località Capepe, nel Comune di Marciana, dove la trappola denominata “28 Marciana castagni” è stata manomessa da ignoti con il probabile intento di liberare gli animali precedentemente catturati.

«L’accaduto – spiegano dal Parco nazionale dell’Arcipelago toscano – è stato prontamente denunciato al Reparto Carabinieri del Parco, a cui è stata data piena disponibilità per ogni eventuale approfondimento e intervento».

L’ente Parco fa sapere come non si tratti di un unico episodio, «purtroppo, ma solo l'ultimo di una lunga serie già segnalata alle forze dell’ordine – raccontano dal Parco – Tali azioni, oltre a costituire una violazione delle leggi in materia di tutela ambientale e faunistica, compromettono gravemente gli sforzi di gestione e contenimento di una specie alloctona che sta mettendo a rischio la sicurezza delle persone, la biodiversità locale e l'equilibrio degli ecosistemi insulari».

L’Ente Parco ribadisce il proprio impegno a «operare con trasparenza, rigore scientifico e collaborazione con le istituzioni, le comunità locali e le forze dell’ordine, per affrontare una problematica complessa e urgente. Al tempo stesso, invita tutti i cittadini al rispetto delle attività in corso e a segnalare eventuali comportamenti illeciti alle autorità competenti». 

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