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Portoferraio, «derubò un uomo del portafogli»: giovane condannato a otto mesi
Pena di otto mesi (e multa da 200 euro) decisa dal tribunale per il ventiseienne Mounir Ghallab, già in carcere per l'omicidio dell'aiuto-cuoco Angelo Carugati
PORTOFERRAIO. Avrebbe derubato un uomo, strappandogli dalle mani il portafogli con all’interno 70 euro, la carta di identità e perfino la tessera del reddito di cittadinanza. Per questo, il ventiseienne elbano Mounir Ghallab, è stato condannato a otto mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 200 euro. A pronunciare la sentenza, nel pomeriggio di martedì 4 marzo, la giudice del tribunale labronico Tiziana Pasquali. L’episodio sarebbe avvenuto il 7 gennaio del 2023, con il giovane elbano difeso di fiducia dall’avvocato livornese Nicola Giribaldi.
L’autorità giudiziaria, dopo la denuncia della vittima, aveva ravvisato il reato di furto con strappo, previsto dall’articolo 624 bis comma 2 del codice penale, che prevede una pena più lieve rispetto all’ipotesi della rapina, in questo caso mai ravvisata dagli inquirenti. Chi è il giovane Ghallab, nato a Portoferraio nell’ottobre del 1998, esattamente un anno fa è stato condannato per omicidio in rito abbreviato, quindi con lo sconto automatico di un terzo della pena, a 18 anni di reclusione per aver ucciso nella notte fra il primo e il 2 febbraio di due anni fa l’aiuto-cuoco milanese di 52 anni Angelo Carugati, colpito a morte con un bastone, una valigia e perfino una pentola di metallo nello scantinato sotto al tunnel di Porta a Terra, nel centro portoferraiese, al culmine di una lite.
Un delitto che sconvolse la cittadina isolana, anche perché lo chef di origine lombarda era molto conosciuto nel capoluogo. Una pena scesa a 15 anni in virtù del ricorso in appello non presentato dal suo legale, come prescrive la Riforma Cartabia. Con la buona condotta, tuttavia, potrebbe lasciare le Sughere – dove si trova recluso da due anni, prima in regime di custodia cautelare, ora per espiare la pena inflitta diventata definitiva, dato che non c’è stato l’appello – nel 2035. Ghallab si è sempre reputato innocente, sostenendo di aver sì litigato con Carugati, picchiandolo, ma ribadendo che le sue intenzioni non erano quelle di ucciderlo.
Carugati, stando a quanto emerso, morì successivamente, qualche ora dopo, a causa di un’emorragia conseguente alla rottura della milza, provocata chiaramente dalle botte. I soccorsi ritardati, a causa delle indicazioni non precise da parte di un testimone oculare che non avrebbe avvertiti nell’immediatezza, secondo la difesa hanno contribuito ad aggravare le condizioni del cinquantaduenne, che purtroppo è stato poi trovato morto dai sanitari giunti su un’ambulanza della Santissimo Sacramanto dopo che il giovane studente, il testimone oculare, era riuscito finalmente a dare l’allarme per quanto accaduto. Il ricorso Sulla condanna per il furto con strappo, l’avvocato Giribaldi, valuterà se proporre ricorso alla corte d’appello di Firenze una volta lette le motivazioni della sentenza. Saranno depositate nel corso delle prossime settimane, dopodiché il legale avrà tempo di decidere se ricorrere per eventualmente ottenere una pena più lieve per il suo assistito.
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