L’ultimo viaggio di un gigante: capodoglio spiaggiato all’Elba - Video
Il fatto richiama con forza l’attenzione sulla fragilità degli ecosistemi marini. Alle Ghiaie la carcassa di un tursiope
RIO MARINA. Finisce all’Isola d’Elba l’ultimo viaggio di un gigante del mare. La carcassa di un giovane capodoglio è stata ritrovata sulla spiaggia del Portello, a Rio Marina. I suoi avvistamenti sono poco frequenti nel Santuario Pelagos, ancor meno all’Elba e lo spiaggiamento richiama con forza l’attenzione sulla fragilità degli ecosistemi marini. «Ora per la rimozione dalla spiaggia è fondamentale – spiega il sindaco di Rio Marco Corsini – seguire le procedure con attenzione: l’autorizzazione dell’Asl e il trattamento della carcassa saranno gestiti in accordo con l’Ente Parco Arcipelago Toscano, per limitare l’impatto ambientale. La carcassa sarà interrata il più vicino possibile alla zona del ritrovamento».
L’impegno costante
Immediato l’intervento del gruppo Magiamare dell’Università di Siena, insieme al Cetacean Strandings Emergency Response Team UniPadova e all’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana. «Abbiamo raggiunto la carcassa solo venerdì, a causa del maltempo sulla spiaggia del Portello con il gommone della capitaneria – ricorda Letizia Marsili, dipartimento di scienze fisiche, della terra e dell’ambiente UniSiena – . Si trattava di un giovane maschio, lungo circa 8 metri e mezzo. Carcassa, già in avanzato stato di decomposizione, impossibile da sezionare lì, tra gli scogli. Così – aggiunge Marsili – l’abbiamo trasportata alla vicina Topinetti per prelevare campioni da analizzare. E sarà importante valutare il contenuto stomacale del capodoglio per capire il suo stato di salute e comprendere con quali biodiversità marine è venuto in contatto prima della morte. Le profondità a cui arriva questo mammifero marino sono proibitive per l’essere umano e quindi questi animale possono raccontarci molto da dove difficilmente l’uomo può arrivare». Grazie alla collaborazione dell’Ufficio locale marittimo di Rio Marina, l’operazione si è svolta in sicurezza, sottolineando ancora una volta l’importanza di una rete di intervento rapido per la gestione di eventi simili. «Da una prima valutazione il gruppo di esperti ha constatato che non c’erano ferite evidenti dovute a impatti – sottolinea Floriana Segreto, comandante della capitaneria di porto- guardia costiera di Portoferraio – . Per sapere di più sulle cause della morte, dovremo attendere l’esito delle analisi sui tessuti prelevati».
Alle Ghiaie un delfino
A stretto giro dal ritrovamento del capodoglio, è stata individuata sulla spiaggia delle Ghiaie – domenica – un’altra carcassa, questa volta di un tursiope femmina. Pure in questo caso, la guardia costiera è intervenuta con la biologa Valeria Paoletti presidente dell’associazione Elbamare. «Carcassa – conferma la comandante Segreto – in uno stato avanzato di decomposizione, il suo smaltimento è già stato predisposto».
Ricerca e protezione
«Il capodoglio e il tursiope sono specie simbolo del Santuario Pelagos – sottolineano del gruppo Magiamare – . Ogni cetaceo spiaggiato è una perdita per l’ecosistema, ma pure un’opportunità per apprendere qualcosa di nuovo su queste creature straordinarie». La guardia costiera e i ricercatori delle università lavorano incessantemente per proteggere la “popolazione” del Santuario Pelagos e sensibilizzare l’opinione pubblica. Con il ritrovamento del capodoglio a Rio Marina e del tursiope a Portoferraio, l’Elba si conferma ancora una volta una sentinella preziosa per la biodiversità del Mediterraneo, ma pure un luogo dove la collaborazione tra enti locali, ricercatori e associazioni dimostra quanto sia cruciale lavorare insieme per il futuro del mare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
