Il Tirreno

Antiche volte da salvare servono 200mila euro

di Manolo Morandini
Le volte della sala capitolare che saranno restaurate (foto Paolo Barlettani)
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Le volte della sala capitolare che saranno restaurate (foto Paolo Barlettani)

Officina culturale Falesiana Apertura confermata nel 2026 Vita: «Si tratta di elementi architettonici da valorizzare»

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PIOMBINO. Serve un’aggiunta. Altri 198mila euro per completare il restauro di tre volte di particolare pregio architettonico che si trovano al piano terra dell’immobile di piazza Manzoni. Il progetto muove in parallelo al cantiere che è in corso per dare corpo all’Officina culturale Falesiana. È qui che si realizzerà l’intervento, in tre locali del piano terra dello storico immobile che da anni è al centro di una complessa operazione di ristrutturazione.

L’edificio datato 1500, nel corso degli anni è stato più volte rimaneggiato e oggetto di importanti interventi edilizi a seguito dei numerosi cambi di destinazione d’uso a cui è stato sottoposto, da convento francescano, che è l’uso con cui era nato, a edifico militare in epoca Napoleonica, ad uso residenziale con suddivisione in più appartamenti, a scuola e in parte a locali utilizzati dalla chiesa a fianco, fino alla dismissione e al non utilizzo per diversi anni. L’opera è attesa da anni, basti pensare che il cantiere fu avviato addirittura nel 2012 e avrebbe dovuto concludersi nel 2014. Adesso l’obiettivo è concludere i primi due lotti, quelli che interessano l’edificio storico, entro la fine del 2025.

Invece, entro la primavera dovrebbe essere completato il restauro dei tre locali che viene finanziato direttamente dal Comune di Piombino con risorse proprie. C’è la saletta che è destinata al tempo libero, di pianta trapezoidale, che ha una volta a botte strambata e una superficie di circa 38 metri quadrati. La sala più grande, a pianta rettangolare, di 95 metri quadrati, denominata sala capitolare perché inizialmente doveva essere quella principale del convento, come anche un refettorio. C’è poi una terza saletta che è destinata a diventare l’ufficio dei due bibliotecari, si tratta di uno spazio di 24 metri quadrati, dove la volta è a mattoni.

In particolare, a suggerire il valore del restauro è la malta con finitura effetto “impronta di cannucciato” che si vede dal basso. Non si tratta di un intonaco applicato, ma è il risultato della tecnica costruttiva: la malta ha semplicemente preso la forma della stuoia di canna che la conteneva. In antichità, lo strato di finitura a vista dal basso era una stuoia in cannucce, ora non più esistente, su cui forse da sotto si andavano ad applicare intonaco, o gesso, o una sorta di “carta da parati” decorata o meno. Al di sotto di quell’antico strato d’intonaco si trovano le pietre messe di coltello e malta che sono un elemento architettonico consistente e autoportante.

«Si tratta di un elemento che non è stato preso in esame nel progetto originario, ma che intendiamo valorizzare dal punto di vista architettonico con un intervento che non influenzerà i tempi di chiusura del cantiere», sostiene l’assessore ai Lavori pubblici Marco Vita. Entro giungo 2025 dovrebbe concludersi l’intervento architettonico sui primi due lotti. «A ruota serviranno circa sei mesi per i necessari collaudi ma in parallelo porteremo avanti i lavori per le finiture e gli arredi interni – spiega l’assessore Vita – . L’obiettivo è essere pronti alla fine del prossimo anno per poi rendere fruibile l’immobile all’inizio del 2026». A quel punto due dei tre lotti saranno finalmente aperti. Mentre il terzo, ovvero la ricostruzione delle ex Officine dell’Ipsia, è in fase di progettazione.

Il progetto ha un costo complessivo di oltre 3,4 milioni, che sono finanziati per circa la metà attraverso un bando del ministero della Coesione sociale vinto dal Comune nel 2021, fondi che saranno erogati attraverso la Regione Toscana, e la restante parte dal Comune di Piombino con risorse derivanti dall’avanzo di bilancio. Nella prima fase, come detto, si punta a rendere fruibile l’edificio prospiciente piazza Manzoni, mentre nella seconda ci si occuperà del riuso delle ex-officine e del giardino delle Tartarughe.

Nei locali dell’Officina culturale falesiana saranno riportati i libri esposti negli scaffali della sede provvisoria della biblioteca Falesiana in piazza Appiani. Il resto del patrimonio librario sarà trasferito in piazza Manzoni quando sarà completata la ricostruzione delle ex officine.

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