Meteo
Piombino, addio al pioniere della televisione locale
Professionista dalle mille passioni: profondo cordoglio non solo in Val di Cornia
VENTURINA. Profondo cordoglio non solo in Val di Cornia per la scomparsa di Attilio Pecchia, avvenuta domenica sera, 3 novembre, nella sua casa, circondato dall’affetto dei suoi cari. Una vita intera dedicata al lavoro all’Enel, ma anche caratterizzata da una passione inesauribile per l’elettronica, la fotografia e il giornalismo televisivo, ambiti in cui ha lasciato un segno indelebile.
La tv
Negli anni Ottanta, Pecchia fondò e diresse una delle prime emittenti televisive locali a Piombino, RTS (Rete Toscana Sud), un’iniziativa che gli permise di esprimere appieno il suo talento e il suo spirito imprenditoriale. La sua passione per la notizia e per lo spettacolo lo portarono a diventare, oltre che agente immobiliare, anche agente Siae, facendosi conoscere in diversi ambiti. Nonostante la malattia, Pecchia non si è mai arreso, dimostrando fino all’ultimo una forza straordinaria: pochi giorni prima della sua scomparsa, seguiva con attenzione la demolizione delle ciminiere della centrale di Piombino, evento simbolico che non volle perdere.
I messaggi
Molti i messaggi di cordoglio apparsi su Facebook, dove amici e colleghi hanno voluto ricordarlo con affetto e stima. Tra questi, il ricordo di Massimo Gherardi, oggi corrispondente di Rai 3, che conobbe Pecchia all’inizio degli anni Ottanta, quando ancora doveva terminare il servizio militare. Gherardi racconta come la passione per il giornalismo lo avesse spinto a cercare un’opportunità e come Attilio, con la sua lungimiranza, gli offrì quella che si rivelò una svolta cruciale.
I ricordi
«Ho conosciuto Attilio Pecchia nel 1981 – ricorda Gherardi – . Lavorava all’Enel, ma era soprattutto un grande appassionato di fotografia e comunicazione. Quando Giulio Marinari, editore di RTS, decise di puntare su di lui per coordinare una redazione televisiva locale, Attilio divenne il promotore, ideatore e direttore della sezione di Piombino. L’emittente iniziò le trasmissioni tra il 1982 e il 1983, con Attilio a gestire la parte pubblicitaria e io responsabile della redazione giornalistica. Erano altri tempi: si lavorava più per passione che per denaro, e spesso ci trovavamo insieme alla “Tolla”, cercando di riparare il trasmettitore di segnale. Pecchia era un uomo per bene, un amico, un collega e una persona illuminata, a cui la comunità locale deve molto». Il ricordo di Gherardi restituisce l’immagine di un uomo che ha saputo costruire tanto per la sua comunità, unendo competenze professionali e umanità. La sua figura rimarrà un esempio di impegno, tenacia e amore per il territorio, che ha servito con passione e dedizione fino all’ultimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
