Il Tirreno

Energia green

Piombino, pale eoliche a Casalappi: sindaci pronti alle barricate. Il progetto, l’impatto e i motivi del no

di Manolo Morandini
Nella carta i punti rossi evidenziano le posizioni dove il progetto prevede di installare gli aerogeneratori del Wind farm Venturina
Nella carta i punti rossi evidenziano le posizioni dove il progetto prevede di installare gli aerogeneratori del Wind farm Venturina

Il piano presentato al ministero dell’Ambiente per la Via: previste nove torri per creare il Wind Farm Venturina della società Pellestrina Srl

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PIOMBINO. Promettono di svettare tra le pendici del parco di Montioni e la campagna di Casalappi. Nove torri eoliche per dare forma al Wind Farm Venturina, questo è il nome scelto dalla società veneta Pellestrina Srl, a cui è riconducibile l’iniziativa attraverso la controllata Pellestrina Wind Srl. La società ha presentato nei giorni scorsi l’istanza di avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Il termine per presentare le osservazioni scade il 15 novembre. E già si preannunciano quelle negative dei tre comuni toccati dall’operazione: Piombino, Campiglia e Suvereto.

Il progetto

Il progetto prevede un parco eolico della potenza di 59, 4 MW con l’installazione di nove aerogeneratori da 6,6 MW da installare tre nel territorio comunale di Piombino, quattro in quello di Campiglia e due nei confini amministrativi di Suvereto. Aerogeneratori che sono stati raggruppati in funzione del percorso dell’elettrodotto verso il punto di consegna alla stazione Terna di Suvereto. L’impianto avrà una vita utile di 30 anni e dalla costruzione alla messa in esercizio si prevedono 18 mesi. La viabilità di servizio sarà realizzata in parte ex-novo e per il resto adeguando strade comunali o agricole. Ciascuna torre sviluppa un’altezza di 220 metri considerando che l’asse dei rotori è a 115 metri da terra e che le pale sviluppano un diametro di 170 metri. Ciascuna torre sarà collocata in una piazzola di dimensioni 50 per 27 metri.

L’impatto

Stando alle carte del progetto presentate al ministero non vengono segnalate interferenze di rilievo e per quelle sul paesaggio si sottolinea che l’impianto “si inserisce armonicamente nel contesto territoriale di riferimento”. Mentre “prudenzialmente sono previste anche eventuali interferenze in esercizio sulla fauna (collisioni) , la cui entità effettiva sarà da valutare nel corso del monitoraggio”. L’energia verrà immessa in rete tramite la stazione Terna, in località Forni. E si sottolinea che il progetto “presenta un interesse pubblico inserendosi nella strategia di decarbonizzazione perseguita della Sardegna”.

La linea

La posizione del sindaco di Piombino Francesco Ferrari e delle colleghe di Campiglia Marittima Alberta Ticciati e di Suvereto Jessica Pasquini è di netta contrarietà. «Questa procedura, se autorizzata, sommerebbe questi nove impianti ad altri otto relativi a un’altra recente richiesta per un totale di diciassette pale eoliche – sostengono in una nota congiunta –. Non siamo contrari alle energie rinnovabili, anzi, ma certamente non possiamo consentire che la transizione ecologica vada a scapito del paesaggio e delle aziende agricole che qui lavorano e investono». I tre sindaci ritengono che sia loro compito quello di «tutelare il territorio e le sue aziende. È per questo nell’ambito della procedura amministrativa ci porremo in una posizione contraria».

L’impegno è quello di elaborare pareri con motivazioni comuni e dare seguito al tavolo sovracomunale avviato sul tema impianti per la produzione di energia rinnovabile in Val di Cornia. «Questa ulteriore iniziativa imprenditoriale rende ancor più evidente quanto sia importante regolamentare questa tipologia di impianti – concludono – : stiamo lavorando, congiuntamente anche agli altri Comuni della Val di Cornia, per elaborare una mappatura del territorio affinché siano individuate aree idonee per la collocazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili, dove l’impatto paesaggistico sia minore e non creino danno alle aziende agricole. Presenteremo questa mappatura alla Regione Toscana: è giusto che scelte di questo tipo rientrino nella competenza dei Comuni nell’ambito della propria pianificazione territoriale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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