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Lutto

Piombino, è scomparsa a 95 anni Zia Seconda: la donna che fece ballare la città

di Gabriele Buffoni
Piombino, è scomparsa a 95 anni Zia Seconda: la donna che fece ballare la città

Ha dato vita con il marito Sergio allo storico locale alle Fabbricciane

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PIOMBINO. Vivere a Piombino o in Val di Cornia, negli anni Ottanta, significa aver trascorso almeno una serata sulla pista da ballo di Zia Seconda. Una balera tutta in salsa piombinese. E se il locale è diventato nel tempo un monumento di quella Piombino “ruggente”, la sua proprietaria e fondatrice – al punto da dargli il suo stesso nome – è stata un’icona intramontabile per la città intera. Che oggi, non a caso, non può che piangerne la scomparsa.

Seconda Benacci aveva 95 anni. È morta nella sua camera, dove aveva scelto di vivere, proprio accanto alle cucine del suo locale. Circondata dai suoi affetti, la figlia Antonella e gli adorati nipoti Genny, Luca, Greta e Ivan che oggi gestiscono l’attività, tornata a essere un ristorante come alle origini. La salma si trova nella sala del commiato della Misericordia di Piombino: i funerali si terranno oggi alle 14,30 nella chiesta di Populonia Alta.

Seconda era una piombinese doc. Nata a Baratti, non aveva mai abbandonato del tutto il territorio della Val di Cornia. Costruendo qui, con il duro lavoro, la sua fortuna e quella della sua famiglia, costruita con il marito Sergio Beccari. La coppia aveva in gestione prima la pensione Marina e poi era passata all’hotel Etrusco a San Vincenzo. Ma la svolta per loro è avvenuta verso la fine degli anni Sessanta. Era infatti il 1968 quando Seconda e Sergio acquistarono un podere – con rudere annesso – alle Fabbricciane. «Nei loro progetti – racconta la figlia Antonella – c’era quello di fondare un loro locale. Nel frattempo però rilevarono l’anno dopo l’allora “Moby Dick”, a Baratti, e aprirono la Perla del Golfo». Un altro locale che per anni ha fatto la storia di Piombino. «Però si trovavano in affitto – spiega la figlia – e quindi iniziarono a investire alle Fabbricciane per creare qualcosa che fosse davvero di loro proprietà. In pratica durante l’estate lavoravano alla Perla del Golfo, mentre nei mesi invernali si rimboccavano le maniche e lavoravano alla costruzione di quello che sarebbe diventato Zia Seconda».

Così, nel 1973, il locale era pronto per aprire i battenti. «Alle origini era soltanto una piccola pensione con alcune camere e il ristorante – spiega Antonella – ma un paio di anni più tardi venne l’idea di aprire un luogo dove la gente potesse ballare, anche perché a entrambi i miei genitori il ballo piaceva. Così fu organizzata una pista da ballo inizialmente all’aperto – racconta – con solo qualche ombrellone sparso». Nacque in questo modo un mito che negli anni Ottanta raggiunse il suo apice. «Organizzavano serate che raggiungevano le 500-600 persone di ogni generazione, dai giovani ai più attempati – racconta la figlia – e anche orchestre come i Gentlemen hanno fatto la nostra e la loro stessa fortuna con le serate da Zia Seconda». In tutto questo «non mancava serata che lei non fosse alla cassa o al ristorante – prosegue Antonella – quel locale era tutta la sua vita, non si è più voluta allontanare da lì: a 90 anni suonati ancora si metteva a lavorare in cucina. Per tutti noi era un pilastro, una roccia su cui potevi sempre fare affidamento – conclude – una vera combattente, che ha superato anche la morte di mio padre e di mio fratello Danilo, entrambi scomparsi nel 2015, con una forza d’animo incredibile». 

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