«Suo figlio ha investito una bimba»: si finge avvocato e truffa l’anziana. Il caso a Piombino
La vittima ha consegnato al malvivente 500 euro: sul caso indagano i carabinieri
PIOMBINO. Il telefono di casa squilla. «Pronto, è lei la signora...? Suo figlio ha fatto un incidente, signora, ha una ferita al volto e non può parlare. Era al cellulare mentre guidava, ha investito una ragazzina. Lo stanno trattenendo in caserma i carabinieri». Poche frasi che nella testa di Anna, ottantenne piombinese (il nome è di fantasia per tutelare la privacy della vittima, che preferisce restare anonima), rimbombano come la deflagrazione di una bomba a mano. Ma che in realtà sono solo l’inizio di una truffa abilmente architettata, mirata a fare leva sulla paura dell’anziana donna per accaparrarsi i suoi risparmi.
Il raggiro
Tutto accade nel pomeriggio di giovedì scorso. Inizialmente Anna non capisce, fatica a razionalizzare quanto quell’uomo al telefono le ha appena riferito. Prova a chiedere spiegazioni ma la sua voce tradisce il timore che sia tutto vero. Che all’improvviso quel pomeriggio si sia trasformato in un incubo, gettandola in una spirale di terrore sia per le condizioni del figlio («le ha detto che avevo preso un colpo al volto e che non potevo parlare anche per le ferite» racconta l’uomo) sia per quelle della bambina che, secondo quanto riferito dal truffatore, sarebbe stata investita risultando in gravi condizioni.
Dall’altro lato della cornetta il tono si fa quindi perentorio, capendo che è il momento buono per insistere sulla questione dei soldi. «Signora, suo figlio è nei guai, la ragazzina è all’ospedale – prosegue – servono 20mila euro». Una cifra spropositata, che manda ancora di più nel panico l’anziana donna. «Ma io non ce li ho» prova a protestare, ormai in balia del truffatore. Che non esita a metterle fretta: l’imperativo che le impartisce, fingendosi il difensore del figlio, ferito e per giunta nei guai con le forze dell’ordine, è di racimolare quello che ha. Passerà lui a ritirare tutto. Le dà mezz’ora di tempo, non di più. E puntuale si presenta alla sua porta.
Il racconto
In quei pochi, frenetici minuti ad Anna non viene in mente di contattare direttamente il figlio, che in realtà sta lavorando come ogni giorno e non è affatto coinvolto in alcun incidente stradale: l’80enne è in preda alla preoccupazione, il tono deciso del suo interlocutore al telefono l’ha spinta a credere nell’urgenza della situazione. Fornendole al contempo anche la speranza di poter dare un aiuto, per quanto minimo, alla causa del figlio. Così quando sulla soglia del suo appartamento si presenta un uomo sui 30 anni, pronto a ritirare i suoi soldi, gli consegna quello che è riuscita a raccogliere in casa: 500 euro, i risparmi dell’ultimo mese. L’uomo li prende e si dilegua. La truffa è compiuta. L’anziana signora solo più tardi, non ricevendo aggiornamenti e tentando così di chiamare il figlio in preda a una preoccupazione crescente, capisce di essere caduta in un tranello abilmente teso. «Era sconvolta – racconta il figlio, che l’ha raggiunta convincendola a chiamare i carabinieri per denunciare l’accaduto – per rubarle quelle centinaia di euro che aveva con sé chi l’ha chiamata ha fatto di tutto per impressionarla. Spero solo che, denunciando quanto accaduto, possa non capitare ad altri la stessa cosa».
Il vademecum
Sul caso stanno indagando i carabinieri, subito chiamati dal figlio della donna. Proprio i militari hanno da tempo avviato una campagna per aiutare gli anziani a difendersi dalle truffe: un vero e proprio vademecum per aggirare le tecniche adottate dai truffatori, che per quanto spesso fantasiose e subdole presentano schemi perlopiù ricorrenti. Dalla finta perdita del gas all’urgente pagamento di cauzioni inesistenti (come in quest’ultimo caso) fino ad arrivare alla sorpresa di un inaspettato rimborso, per evitare di finire intrappolati nella rete dei raggiri – che spesso partono da una chiamata al numero di casa – ci sono alcuni accorgimenti utili che le persone anziane possono prendere. Intanto è fondamentale diffidare dalle apparenze: un sorriso, un abbraccio o anche un comportamento distinto possono essere solo distrazioni per avvicinare la vittima e ottenerne la fiducia. Massima attenzione poi nell’aprire la porta di casa a sconosciuti, anche qualora questi presentassero tesserini di riconoscimento (spesso falsificati).
Sono da evitare inoltre le confidenze al telefono, anche di fronte a interlocutori affabili e che si presentano come sedicenti avvocati o membri delle forze dell’ordine, e così pure è da limitare la confidenza su internet (evitando di comunicare dati personali). Importante inoltre non farsi distrarre, anche negli ambienti affollati come i mezzi pubblici, mentre si maneggia o si trasporta del denaro.
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