Il Tirreno

Lutto e cordoglio in Val di Cornia

L’ultimo saluto a Giuseppe D’Onofrio che ha “inventato” terme e Calidario

di Cecilia Cecchi

	Giuseppe D’Onofrio e una foto di com’era il Bottaccio (oggi il Calidario)
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Giuseppe D’Onofrio e una foto di com’era il Bottaccio (oggi il Calidario)

Domani (20 agosto) la veglia alla sala del commiato

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CAMPIGLIA MARITTIMA. La scomparsa del cavatore diventato imprenditore lungimirante e la storia di un sogno che non finisce, anzi. È morto ieri, a 89 anni, Giuseppe D’Onofrio, il cavaliere che trasformò un semplice acquitrino in uno dei più noti centri termali della Toscana, il Calidario Terme Etrusche. La notizia ha suscitato profondo cordoglio non solo a Campiglia Marittima, dove il ricordo delle sue scelte è strettamente legato pure alla “rinascita” di Venturina come località termale.

Da Fontanarosa (Avellino), Giuseppe arriva in Val di Cornia con la speranza di trovare lavoro nelle acciaierie di Piombino, ma per lui non c’è più posto. Fino a 22 anni cavatore di marmo, a Venturina pensa pure di proseguire il mestiere coltivando delle cave a Suvereto. Ma il destino ha già previsto ben altro.

Per lavorare la pietra serviva un grande spazio e un amico gli indica quel luogo a cui la gente del posto non prestava troppa attenzione, il Bottaccio. «Per tutta la vita ho seguito la via dell’acqua, è stata la mia fortuna», diceva spesso, ricordando come la sua avventura imprenditoriale fosse iniziata con una visione che molti avrebbero giudicato folle: trasformare una pozza abbandonata di acqua calda, considerata senza valore, in un’attrazione turistica di successo. Nel 1969 inizia a dar forma alla sua idea. «Mi venne indicata questa una vecchia cartiera, dismessa alla periferia di Venturina, con acqua calda che proveniva da una pozza, dove qualcuno ci faceva addirittura il bagno. Era brutta, piena di fango, nessuno avrebbe versato un quattrino per comprarla», uno dei cavalli di battaglia di Giuseppe nel narrare le sue scelte.
Laghetto melmoso e cartiera dismessa, ideali per lui dove costruire un futuro, punto di partenza per un’impresa che avrebbe cambiato la storia di tanti. Coraggio, determinazione e D’Onofrio trasforma quel luogo dimenticato in un’oasi di benessere, ribattezzandolo Calidario, dal latino calidarium, luogo delle acque calde.

L’idea, passo dopo passo, prende forma, fino a diventare una delle mete termali più apprezzate della Toscana. E con i figli Massimo e Luca che continuano a prendersene cura e farla crescere. Nel 2024 gli anni dell’attività sono 55. Giuseppe D’Onofrio non è stato solo un imprenditore, ma anche un uomo di visione che ha davvero contribuito a ridare lustro a un’intera comunità. Il suo lascito non si limita alle mura del Calidario: la sua eredità vive nella nuova identità di Venturina, che qualche anno fa ha deciso di aggiungere il titolo di “Terme” al proprio nome, un riconoscimento anche alla sua lungimiranza.

Nonostante gli ultimi anni li abbia vissuti più defilato ha continuato a seguire con orgoglio la crescita del “suo” Calidario, oasi di turismo e benessere.

Il cavaliere della Repubblica Giuseppe - insignito dell’onorificenza il 2 giugno 1996 - , Joseph per gli amici (nome che si è attribuito in segno di rinascita dopo il risveglio dal coma dovuto a un’emorragia cerebrale), è arrivato a 89 anni sempre come presidente onorario della società “Calidario Terme Etrusche” di Venturina Terme (di cui a tutto diritto è l’inventore), anche se da tempo, da quando i medici gli avevano consigliato di pensare un po’ di più a se stesso, come detto, aveva passato il testimone del comando ai figli.

Questo davvero fino agli ultimi giorni. Accanto a lui, sempre, la moglie Francesca Crapisi, compagna di vita e consigliera, e l’affetto dei suoi quattro figli Massimo, Immacolata (Mariella), Lucia e Luca. Più i sette nipoti che hanno sempre guardato con ammirazione a quel nonno così speciale e tenace.

Venturina Terme oggi piange la scomparsa di un uomo che ha saputo sognare in grande, ma anche concretizzare i suoi sogni di imprenditore.

Chiunque voglia rendergli omaggio potrà partecipare alla veglia funebre presso le sale del commiato a partire dalle ore 8 di domani, seguita dalla messa nella chiesa della Sacra Famiglia (alle ore 10) e poi dalla sepoltura nel cimitero comunale.

Giuseppe D’Onofrio sarà ricordato come l’uomo che, con determinazione e visione, ha cambiato il volto di Venturina Terme, lasciando un’eredità che continuerà a vivere attraverso le generazioni future. Insomma la sua resterà sempre una storia eccezionale, quella di un uomo con la volontà di ferro che – finché ne ha avuto la possibilità – non si è mai arreso.

«Riposerà nel cimitero di Campiglia Marittima – spiegano i figli – come era suo desiderio: la terra che l’ha accolto e cresciuto».


 

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