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Baratti, lo sfogo della lavapiatti stagionale: «Parcheggio impossibile». E c’è chi lascia l’auto in divieto di sosta per andare a lavorare
Golfo: aree autorizzate esaurite e soste selvagge, situazione esasperante
BARATTI. «Parcheggiare? Impossibile, la scorsa domenica ho dovuto percorrere chilometri per poi trovare un posto libero alle Caldanelle. Ma qui ci devo lavorare!». Lo sfogo è di Barbara Cimatti, lavapiatti stagionale in uno dei locali che si affacciano sul golfo. Ma potrebbe essere quello di qualsiasi lavoratore occupato qui.
Perché ovunque ormai a Baratti, con le aree di sosta a pagamento gestite da Parchi occupate, trionfa il parcheggio selvaggio. Un’infinità gli automobilisti che, per nulla spaventati dalle multe della polizia municipale, lasciano l’auto pure in pineta o lungo la strada (c’è persino chi pensa che siano più economiche le sanzioni rispetto al tributo giornaliero; l’ombra poi vale qualunque prezzo). Barbara si scusa per l’impeto: «Sono un fiume in piena, perché sono indignata». E chi non lo sarebbe. «Ho un lavoro stagionale da lavapiatti con orario fisso dalle 12,30 alle 16,30 – dice –. Succede che il sabato e la domenica avere la parking pass residenti pare inutile. Non trovo mai posto per l’auto. L’ultimo fine settimana? Lascio l’auto alle Caldanelle per miracolo. E devo uscire di casa a Piombino alle 11,30 per entrare a lavoro un’ora dopo. Oltre tutto dalle Caldanelle il bus mi scende al parco archeologico, così c’è un chilometro da percorrere a piedi per raggiungere il ristorante, sotto il sole».
«Mi sono rivolta alla polizia municipale per sapere se era possibile una soluzione d’emergenza – aggiunge –. A volte vedo auto lasciate in divieto di sosta con sopra scritto “sono a lavorare in questo posto”... mi hanno detto che non si può fare, una soluzione così non c’è ma che mi posso organizzare con uno scooter o una bicicletta. Scherziamo?». «Sono tre anni che lavoro a Baratti – ricorda – ma ora la situazione che si è creata non è sostenibile per nessuno. Assalto folle dal primo fine settimana di luglio con mezzi abbandonati ovunque. Domenica scorsa? Ero quasi arrivata a pensare di dover tornare indietro e fare assenza ingiustificata. Poi dalle Caldanelle sul bus, mi sono trovata con gente che viene qui a divertisti che si lamenta per le attese della navetta. E devo essere felice? In più l’insolenza dell’autista. Io, come i turisti, chiedevamo degli orari di ritorno e la risposta è stata “leggete sulla paletta, io faccio questa corsa e stacco, vedetevela voi”. Alla grazia dell’accoglienza».
Situazione che ha di gran lunga superato i limiti della sopportazione, alla quale Barbara chiede sia posto rimedio al più presto: «Ha chiamato in Comune chiedendo un incontro con il sindaco, ma dagli uffici mi hanno risposto che fino a settembre non riceve. A settembre per me il peggio sarà passato. Mi hanno assicurato che mi faranno contattare dall’assessora Nigro. Intanto, avanti, ma desidero sensibilizzare chi di dovere: non è giusto che una persona per andare a lavorare rischi di sentirsi male, di farsi venire gli attacchi di panico. Il giorno di riposo non è certo il sabato e la domenica. A Baratti ormai è a rischio la sicurezza di tutti: lo scorso weekend ho avuto pure paura. Entrando nel golfo ho incrociato un automobilista che andava a tutta velocità e che mi ha portato via lo specchietto lato guidatore; avevo il finestrino aperto e i vetri mi si sono pure conficcati. Lui naturalmente non si è fermata. Delirio reale. Mentre io chiedo solo la possibilità di un parcheggio per poter lavorare in pace, credo sia un mio diritto».
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