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Piombino al ballottaggio, Ferrari e Anslemi cercano i voti dei sindaci esclusi
Anselmi crede nell’impresa: «Si parte dallo zero a zero». La coalizione del sindaco: «Ferrari traina, il rivale frena»
PIOMBINO. Due settimane di fuoco. Il colpo di coda di un turno elettorale che si deciderà al ballottaggio. Un ultimo sforzo per i due candidati a sindaco ancora in corsa che, a questo punto hanno due obiettivi opposti.
Per Francesco Ferrari si tratta di compiere l’ultimo passetto, dopo il trionfo sfiorato al primo turno e un ballottaggio concretizzatosi soltanto per una manciata di voti. Gianni Anselmi, al contrario, dovrà utilizzare il "tempo supplementare" cercando di trovare gli argomenti giusti per riportare dalla propria parte gli elettori che alle europee hanno votato il Pd ma non lo hanno fatto alle comunali. Per convincere chi ha compiuto scelte diverse nelle urne, a partire dagli elettori di Callaioli e Parodi, o magari chi ha preferito starsene a casa. Serve un’impresa per ribaltare l’inerzia di un’elezione che pare essere segnata per il centrosinistra, ma «si parte dallo zero a zero», scrive lo stesso Anselmi.
Verso il ballottaggio
I piombinesi torneranno alle urne domenica 23 e lunedì 24 giugno. Nel frattempo la battaglia elettorale entrerà nella sua fase decisiva. E, ad urne ancora calde, l’attenzione è tutta su chi, ormai escluso dalla corsa per diventare sindaco, potrebbe modificare gli equilibri acquisiti in un primo turno chiuso con Francesco Ferrari al 49,22% e Anselmi al 35,5%. Dove andranno i voti degli elettori che hanno scelto le altre liste? Giuliano Parodi, candidato di Progetto Piombino, è reduce da un esito elettorale particolarmente deludente: al primo turno ha ottenuto 619 voti, pari al 3,13%. E, fin da subito, rivela la sua strategia in vista del ballottaggio. «Non daremo alcuna indicazione di voto, lo abbiamo detto fin da subito - spiega - i due candidati in corsa per l’elezione rappresentano il tipo di politica di cui vorremmo essere un’alternativa». Discorso diverso per Fabrizio Callaioli, candidato di Rifondazione e Movimento Cinque Stelle. Il suo 11,59% potrebbe davvero essere appetibile nell’ottica di un ballottaggio. Il candidato però non si sbilancia: «Faremo a stretto giro una riunione di coalizione - spiega al Tirreno - sarà un ragionamento provo di vincoli preordinati , totalmente libera. Ci atterremo alla decisione che uscirà da quella assemblea». Ad oggi, tuttavia, le possibilità che dalla coalizione rifonda-stellata possa uscire un’indicazione di voto per il ballottaggio sembrano ridotte al lumicino: un accordo tra Rifondazione e il sindaco di Fdi pare fantascienza. Ma anche una convergenza con il Pd, vista la totale assenza di diologo da anni a questa parte, non pare essere nell’aria. Il dialogo, almeno a livello nazionale, tra Pd e M5S potrebbe riprendere per i ballottaggi nelle grandi città, ma è anche vero che il M5S ha ottenuto soltanto il 4,66% alle comunali.
Anselmi pronto alla sfida
Se attrarre i voti degli altri può essere una strada, la priorità è riprendere i voti che sono scappati "da casa". Il riferimento è alla forbice negativa che si è venuta a creare tra gli elettori del Pd alle europee e quelli che hanno scelto il Pd e la lista Gianni Anselmi sindaco alle comunali. Dal 33,65% al 29,42, per un’emorragia di circa 709 voti. Altra frontiera della battaglia sarà necessariamente quella della riduzione dell’astensione. Insomma le strade da intraprendere ci sono, a patto che si creda ancora nel ribaltone. «Desidero dire grazie agli oltre 6000 elettori che ci hanno scelto per guidare Piombino nei prossimi anni - scrive Anselmi - Grazie alle candidate e ai candidati, ai militanti, a chi ha creduto in noi e nella nostra proposta per la città. Onoreremo questa fiducia e questo impegno battendoci al meglio in vista del ballottaggio del 23 e 24 giugno. Ora comincia una partita nuova. A Piombino su 26.832 aventi diritto al voto ci sono 18.449 cittadini che non hanno scelto Ferrari. Sono quelli che hanno votato per noi e gli altri candidati e chi non è andato a votare o non ha potuto farlo. A loro ci rivolgeremo, con ancora più motivazione, perché pensiamo che Piombino meriti di meglio del nulla che abbiamo visto in questi anni. Chi pensava di spazzarci via al primo turno usando menzogne e insulti, non avendo risultati da mostrare, dovrà ancora fare i conti con noi.».
«Ferrari è un traino, Anselmi no»
Chi invece sente la fiducia e vuole chiudere la pratica è la maggioranza a sostegno di Francesco Ferrari che, a poche ore dal voto, commenta il responso delle urne e non risparmia attacchi ad Anselmi. «Il risultato di questa tornata elettorale è stato certamente eccezionale - spiegano dalla coalizione - è solo per un soffio che il sindaco Ferrari e la nostra coalizione non sono stati riconfermati al primo turno. Dai risultati delle urne appare evidente che il traino della nostra coalizione è Francesco Ferrari. Con la sua competenza, serietà e coerenza ha saputo essere la guida di una coalizione forte. Come lo sarà, ne siamo certi, per i prossimi cinque anni». «Una fotografia - attaccano dalla coalizione Ferrari - ben diversa da quella della coalizione di centrosinistra dove il Partito democratico si attesta a una percentuale nettamente superiore a quella della lista civica Anselmi, senza contare gli ottimi risultati del Pd alle elezioni europee non eguagliati sulle schede per le comunali. Questa circostanza ci consegna un solo, unico, chiaro segnale: la bocciatura nei confronti del candidato Anselmi. Se da un lato Ferrari traina una coalizione intera, dall’altro Anselmi è il freno della sua. I piombinesi hanno buona memoria, ricordano bene che cosa ha significato far indossare la fascia tricolore ad Anselmi e non hanno l’intenzione di tornare indietro. I cittadini hanno sviluppato una salda consapevolezza e hanno saputo scegliere bene».
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