Il Tirreno

Il lutto

Morto a 58 anni, tragedia all'Elba: un malore stronca Antonio, lo storico ristoratore dell'isola trovato senza vita dal cognato

Antonio è morto a 58 anni
◗
Antonio è morto a 58 anni

Era nato a Milano: nella città lombarda lavorava infatti il padre e solo dopo il suo pensionamento l’intera famiglia era tornata in Toscana in pianta stabile

2 MINUTI DI LETTURA





CAPOLIVERI. È morto nel tardo pomeriggio di lunedì 18 marzo Antonio Fruschera, 58 anni, ex proprietario del ristorante Miramar (uno dei locali più noti e frequentati sulla spiaggia di Lacona).
 

La tragica scoperta
A trovarlo, nell’abitazione dove viveva da solo fin dalla morte della madre, avvenuta alcuni mesi fa, è stato il cognato. Lo ha cercato sul cellulare, chiamandolo più volte per informarsi sulle sue condizioni di salute dopo che domenica sera aveva lamentato un po’ di malessere. E di fronte agli squilli a vuoto delle chiamate, lunedì pomeriggio, ha deciso di andare a vedere di persona per sedare le sue preoccupazioni. Quando però intorno alle 18,30 ha sfondato la porta per entrare (dato che nessuno gli apriva) lo ha trovato già senza vita. Vano l’intervento dei soccorsi: il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso del noto ex ristoratore di Lacona.
 

Da Milano all'isola
Fruschera era nato a Milano: nella città lombarda lavorava infatti il padre e solo dopo il suo pensionamento l’intera famiglia era tornata sull’isola in pianta stabile: la madre del 58enne, scomparsa solo pochi mesi fa (alla fine di ottobre) era infatti originaria proprio di Lacona e lì era tornata a vivere. In quella stessa casa, ereditata dalla madre, si era stabilito ultimamente anche Fruschera, che si era ritirato dalla sua attività di ristorazione anche per le sue condizioni di salute che negli ultimi tempi erano andate peggiorando. Soprattutto grazie al suo lavoro con il Miramar però era diventato un imprenditore conosciuto e apprezzato da tutti sull’isola, specialmente a Lacona, Capoliveri e Portoferraio. In quel ristorante aveva iniziato a lavorare fin da giovane, non appena arrivato sull’isola insieme al resto della famiglia: inizialmente come lavoratore alle dipendenze dello zio, poi unendosi a lui in società e infine gestendolo in maniera diretta fino a pochi anni fa, quando appunto aveva deciso di compiere un passo indietro. Grande appassionato di sport, in particolare di tennis e di calcio, era anche tifosissimo del Milan.
 

Le cause della morte
Dopo il ritrovamento e l’accertamento della morte per cause naturali – sul posto nel tardo pomeriggio di lunedì 18 marzo sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Capoliveri – la salma di Fruschera è stata trasportata dall’impresa funebre Fuligni all’obitorio della Misericordia di Portoferraio: la cremazione a Livorno.


© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana