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«Discriminate in quanto donne»: è polemica alla gara di Enduro a Piombino
Gli organizzatori dell’evento: «Nessun pregiudizio, rispettato il regolamento»
PIOMBINO. Per lei la gara tenutasi domenica a Piombino, tappa del campionato Toscano Enduro Series, doveva essere una sorta di rinascita dopo un grave incidente. Invece Claudia Petrelli, 49 anni di Empoli, ha preso una decisione perentoria. «Sto pensando di non partecipare più a questo campionato: non ci sto a essere trattata in questo modo. Oltre che come atleta, mi sono sentita discriminata come donna».
Tutto ha avuto origine perché per le bikers iscritte alla categoria e-bike (ovvero le bici con pedalata assistita) «non è stato previsto dagli organizzatori una divisione per fasce d’età – spiega Petrelli – come invece accade per le altre categorie, ad esempio per le bici muscolari». In pratica, le otto partecipanti alla gara in sella alle proprie e-bike hanno gareggiato in un unico gruppo. Facendo correre cinquantenni e ventenni senza distinzioni.
«Ma se un’atleta a 50 o a 60 anni corre ed è l’unica a quell’età, è perché altre non hanno il coraggio o la voglia di mettersi in gioco. E questo dovrebbe essere valorizzato, non penalizzato». Per questo a fine gara «mi sono rivolta al comitato organizzatore e ho fatto presente il problema: insieme alle mie compagne già in passato avevamo fatto presente la cosa – racconta Petrelli – ma quest’anno eravamo anche in buon numero proprio perché stiamo cercando di far crescere il nostro movimento. Invece, alla mia domanda, la risposta è stata sprezzante: uno del comitato mi ha detto “parli tu che sei arrivata ultima dopo 39 minuti?”. Peccato che questo non c’entri niente con la mia richiesta: è stata una risposta offensiva, per di più – racconta – perché sono tornata a gareggiare dopo essermi operata a ottobre. E non sono certo al meglio della forma fisica: l’obiettivo per me non era vincere, ma partecipare. Alle stesse condizioni degli altri, però».
Venute a sapere della vicenda, diffusa dalla 49enne attraverso i social, anche altre donne bikers di enduro (alcune partecipanti alla gara di domenica) hanno manifestato la propria vicinanza alla compagna di corse sostenendone la causa.
Contattato dal Tirreno, il comitato organizzativo ha tenuto a sottolineare che «sono state rispettate le disposizioni del regolamento del nostro campionato: le categorie e-bike sono 4 per i maschi, divisi per fasce d’età, e una per le femmine – spiegano dalla Toscano Enduro Series – questo per una questione unicamente pratica: in ogni categoria avevamo almeno 20 atleti iscritti (20 in Eb1, 35 in Eb2, 31 in Eb3, 20 in Eb4, nda) mentre solo otto erano le bikers donna iscritte alla gara. Se avessimo dovuto suddividerle in quattro categorie come è stato fatto con i maschi, dato che sei atlete erano nate negli anni compresi dal 1992 al 1994 mentre le altre erano del 1987 e del 1975, avremmo avuto una categoria vuota, una categoria con 6 atlete e due categorie con una sola iscritta. La spiegazione data alla signora si è basata sul regolamento e sui dati oggettivi dei tempi di gara e non è stata dettata da alcun pregiudizio o volontà di discriminazione: questa situazione – concludono – è stata dettata solo da una risposta tecnica equivocata per una di carattere personale. Ci dispiace e siamo pronti a chiarire con lei, qualora fosse necessario, spiegando i motivi tecnici che per ora, ma non è detto per sempre, ci portano a gestire in questo modo le categorie di e-bike».
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