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Piombino, salvato a 72 anni dopo il malore: «Mi considero un miracolato»
Claudio Lombardi si è sentito male a febbraio davanti alla caserma dei carabinieri. Dopo il ricovero e l’intervento, ora è a casa. «Grazie ai militari, ai medici e a tutti»
PIOMBINO. Qualche passo, poi le gambe cedono. E, all’improvviso, tutto è buio. Il corpo si ferma. Il cuore anche. «Ero morto». Lì intorno, dopo l’allarme, il fermento. Il massaggio cardiaco del maresciallo, la stabilizzazione del medico del 118. Tutto subito, tutto in fretta. Il cuore torna a battere. Il torpore finisce. E lui, Claudio Lombardi, apre gli occhi. «Mi sono risvegliato a Villamarina con tutta la gente intorno, non mi ricordavo niente. Ma mi hanno detto che il mio cuore aveva smesso di battere. Ero morto». Invece, non solo Lombardi è vivo. Dopo l’operazione per mettere il bypass è tornato a casa e ora «sto abbastanza bene». Perciò, insieme alla moglie, dice grazie a tutti. Dal maresciallo, fino a chi l’ha operato. Ma andiamo con ordine.
Il malore
Domenica 18 febbraio Lombardi era in città con la moglie Iryna. I due stavano passeggiando in via Giordano Bruno quando, arrivati all’altezza della caserma dei carabinieri, lui ha un malore. «Ho 72 anni – racconta – e non mi è mai successo niente. È stata una cosa improvvisa dovuta, mi hanno poi spiegato, all’occlusione di alcune arterie della gamba». Fatto sta che Lombardi perde conoscenza e va in arresto cardiaco. «Sono caduto a terra. Non mi ricordo niente. È come se avessero spento la luce all’improvviso». La moglie lo vede accasciarsi contro il muro e poi a terra. «È stato un incubo – racconta – mi sono messa a gridare per cercare aiuto».
I soccorsi
Tre carabinieri sentono le urla disperate di Iryna e uno di loro – il 24enne Raffaele Pisacreta in quel momento fuori dal servizio – comincia col massaggio cardiaco. Poi arriva il medico del 118. E il cuore di Lombardi ricomincia a battere. Viene quindi stabilizzato e trasportato al pronto soccorso di Villamarina con l’ambulanza della Misericordia di Piombino inviata in via Bruno dalla centrale operativa del 118. Ed è qui, nel letto d’ospedale, che riprende la memoria di Lombardi.
Risveglio in ospedale
«Mi sono svegliato e non capivo dove fossi o che cosa ci facesse tutta quella gente intorno a me». Poi gli hanno spiegato tutto. «Da Piombino mi hanno trasferito in terapia intensiva a Livorno e poi all’ospedale di Pisa», dove c’è stata l’operazione per sistemare il bypass. Qualche giorno di ricovero ed è potuto tornare nella sua casa di Piombino, dove vive insieme alla moglie. «Sto bene – racconta – hanno detto che c’è nemmeno bisogno che faccia riabilitazione. Sono miracolato».
«Sono miracolato»
Perché «non avevo più battito e mi hanno riportato in vita. Se fosse successo dove non c’era nessuno chissà come sarebbe andata. Invece sono qui e lo posso raccontare». E – insieme alla moglie – vuole ringraziare tutti: «La dottoressa del 118 Mary Varghese, la dottoressa Manuela Toscano e tutti operatori sanitari del pronto soccorso di Villamarina, la terapia intensiva di Livorno e quella di Pisa, il dottor Rugiero e il dottor Fiocco dell’ospedale di Pisa e tutta la cardiochirurga. Grazie anche alla famiglia e agli amici. Grazie a tutti».
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