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Portoferraio, da due strutture storiche l’accademia per gli studenti del turismo
Progetto dell’Associazione albergatori e dello studio Tecné 2000. De Ferrari: «In studio da anni, per rilanciare il centro tutto l’anno»
PORTOFERRAIO. Un quartiere studentesco, campus diffuso che collega scuola ed impresa dove imparare l’arte dell’accoglienza a 360 gradi nel centro storico di Portoferraio. È il progetto dell’albergo didattico ideato dall’Associazione albergatori e dallo studio Tecné 2000 di Massimiliano Pardi che per il momento è restato un sogno nel cassetto. Albergo didattico come congiunzione tra la formazione scolastica teorica, l’esperienza e la pratica sul lavoro, per una professionalità sempre più elevata.
«Progetto nato circa otto anni fa – spiega il presidente degli albergatori Massimo De Ferrari – visto che all’Elba ci sono aziende turistiche che possono assorbire le persone che vengono formate. E con questo nuovo strumento troverebbero lavoro subito. Un’idea che potrebbe cambiare l’approccio del turismo all’Elba». Un’accademia di hotellerie per formazione specialistica, «rivolgendosi a settori in espansione – si legge nella relazione che accompagna il progetto – che utilizzano le tecnologie della comunicazione, che potrebbe richiamare studenti da ogni parte, e il web per la creazione e la gestione di marketing e management alberghiero». L’Elba centro di formazione per il turismo «perché potrebbero essere create opportunità per persone che sono già in carriera nel campo – spiegano i due promotori – ma che puntano ad aggiornamenti e qualificazione, con stage di settimane sia in inverno che in estate».
Padiglione dei Mulini
Progetto di rilancio del centro, per un suo riuso completo. «L’idea è non creare strutture confinate solo alla scuola – spiega Massimo De Ferrari – ma un albergo didattico che anche dal punto di vista sociale sia accogliente e stimolante in modo che il centro di Portoferraio torni a vivere». Punto di partenza il recupero di due strutture storiche, il Padiglione dei Mulini (vicino alla omonima villa napoleonica) e l’ex ospedale. Il Padiglione è strutturato in due piani di cui uno seminterrato. Il recupero prevede sia il restauro che l’adeguamento funzionale. Il primo livello sarà destinato ai servizi come cucine, sala ristorante, reception e spa. Il secondo livello, oltre alla reception alle unità di recezione potrebbe ospitare 30 camere per 65 posti letto.
L’ex ospedale
L’edificio dell’ex ospedale è invece articolato su cinque livelli. Piano terra che si affaccia su via Victor Hugo,è da utilizzare come sede di work shop per l’attività didattica. C’è poi il piano rialzato, servito da scala esterna, con l’area reception, ristoro e foresteria con 14 posti letto. Il primo, secondo e terzo piano per la ricezione. «Secondo una prima ricognizione – si legge nella reazione dello studio Tecné 2000 – Si potrebbero allestire 38 camere per 77 posti letto». Inoltre al primo piano, oltre alle camere potrebbe essere allestita, davanti all’ampia terrazza, un’area food per prime colazioni e aperitivi. «Dimensione di recettività sostenibile in termini di costi e ricavi – scrive Pardi nella relazione – che in prospettiva, con la crescita che ci si augura per l’attività, si prevede di ampliare». Posizione centralissima che contribuirebbe ad animare il centro storico sempre.
La realizzazione
Per realizzare il progetto, il piano prevede che il Comune intervenga con la concessione in comodato gratuito delle strutture mentre alla parte pubblica, Regione ed Unione europea è richiesto l’impegno per i finanziamenti più consistenti tesi al recupero degli immobili che si stanno deteriorando. Necessari almeno 4 milioni di euro per la ristrutturazione ed un altro milione per gli arredi di cui si potrebbe fare carico la parte privata. «Pensiamo che una società pubblico-privata, poi – spiega De Ferrari – potrà gestire la scuola, purché abbia costi accessibili a tutti. Abbiamo ricevuto l’interesse da parte di una scuola svizzera di eccellenza già operativa a Firenze – informa – ma in questo modo diventerebbe una scuola di élite. Credo che l’amministrazione eletta con le prossime amministrative di giugno debba impegnarsi davvero perché questo progetto può avere un importante risvolto economico».
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