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La seconda Pasqua senza Gattarossa
In attesa della fine della causa al Tar il racconto di artisti e cittadini: «Ci manca molto»
Piombino Seconda Pasqua senza il Gattarossa. Fine lavori alla falesia, ma la concessione resta a rischio. Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva. Per il Comune la licenza è decaduta a causa di inadempienze. Una decisione inattesa per Giovanna Manneschi «visto il rinnovo fino al luglio 2028», aveva spiegato facendo ricorso. Ora si attende l’udienza di merito. Ma a tanti questo chiosco manca. Unico in città aperto sempre col primo raggio di sole. «Dal telefono – dice Marcello Cardinali stabile frequentatore – un’infinità di video di musica e foto che spesso condivido. Per non scordare scrivo “volevamo solo essere felici”. E dal 2009. Che dispiacere a fine settembre 2022, quando ha chiuso. Questa zona così frequentata è senza più un caffé e servizi igienici». Gli fa eco la fotografa artista Sabine Korth: «Passando di lì manca quello spazio dove si potevano condividere bellissime iniziative: musica e mostre. Luogo dove incontrare autori che venivano da lontano, veri scambi culturali».
«Sono capitato al Gattarossa mentre tornavo da Roma con la band – racconta Andrea Parodi, cantautore e operatore culturale – . Era la fine dell’estate del 2009 e volevamo concederci un ultimo bagno prima di tornare a casa, in Lombardia. Così percorremmo la costa e arrivammo intorno all’ora di pranzo a Calamoresca che ci folgorò con tutta quella bellezza. Una terrazza sul mare dai colori selvaggi, isole sullo sfondo che sembravano un dipinto e un chiringuito di legno con i tavoli all’aperto per godersi una schiaccia con le acciughe e un bicchiere di vino davanti al panorama. Temevo che da un momento all’altro quella magia venisse contaminata da musica lounge – aggiunge – e invece arrivò la voce di Bob Dylan, la chitarra acustica e l’armonica a bocca. Pensai – Sarà un caso? Forse è come diceva Ligabue “È la radio che passa Neil Young e sembra avere capito chi sei? ”. Arrivò la canzone seguente, ancora Dylan. Mi alzai dalla sedia emozionato per andare al bancone e complimentarmi con la proprietaria. Gianna mi raccontò la sua storia, che arrivava da Firenze e che si era innamorata di questo luogo. La nostra amicizia cominciò da subito. Una settimana dopo ero lì a suonare e poi anche tutti i cantautori americani che portavo in Italia, da Terry Allen a Greg Trooper, da Neal Casal all’attrice Jill Hennessy. Anni – sottolinea – importanti, di tramonti in musica e di collaborazioni come quella col Premio Tenco, che continua a Marina e che è cominciata al Gattarossa di Calamoresca».
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