Sicurezza
San Vincenzo, erosione e crolli sulla spiaggia: l’ennesimo schiaffo del mare
Messi a dura prova interi tratti di litorale e le strutture danneggiate a fine novembre
SAN VINCENZO. L’urto delle onde, gonfiate dalle raffiche di ponente. E la certezza che il giorno dopo l’ultima violenta mareggiata il quadro dei danni sarà ancora più grave. Le zone già colpite, subito a nord della diga di sopraflutto del porto turistico e quelle a sud compreso Il Delfino, già dichiarato inagibile. I tratti di arenile di via Liguria e in corrispondenza del hotel Sabbia d’Oro dove si è appena fatto in tempo a tamponare i crolli dei muri, sono messe a dura prova. È un sabato difficile quello lungo il litorale sanvincenzino. Nel pomeriggio per ragioni di sicurezza si decide di chiudere al transito viale Marconi e le vie Colombo e del Tirreno. Rimarranno interdette, per motivi di sicurezza, fino al persistere dello stato di allerta meteo arancione. Non accadeva da anni.
Le ferite dell’erosione lungo la costa sono sempre più esposte. Il Delfino è inagibile. Interi tratti di muro crollati. Strade di accesso al mare interdette al passaggio, perché interessate da crolli. Tratti di litorale dove il mare sembra essersi ripreso tutta la sabbia. Una marea nera di posidonia nella cella, l’arenile subito a sud del porto. C’è da mettere in sicurezza di nuovo anche la tubazione del collettore fognario che corre sotto l’arenile a sud del Paradisino. Anche qui il mare si è ripreso la sabbia e come non accadeva da alcuni anni la tubazione è tornata alla luce del sole. Due violente mareggiate, in successione. E una terza ancor più intensa.
«Abbiamo cercato di tamponare le situazioni più critiche nei giorni scorsi utilizzando l’unico materiale a disposizione, ovvero gli accumuli di posidonia che si è spiaggiata la scorsa estate – dice il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci – . Abbiamo ben presente che non ha rappresentato una soluzione ma quanto meno è servito a tamponare le criticità nelle zone più esposte». Un intervento eseguito in somma urgenza e che ha previsto la possibilità di far transitare i carichi di posidonia dal punto di accumulo di via del Faro sulle strade urbane. Impossibile pensare di transitare sul demanio marittimo, considerato che in alcuni tratti non vi sono più le condizioni, come in corrispondenza del Delfino a meno di non entrare in mare.
«L’ultima mareggiata ci vede ancora più preoccupati – dice Riccucci – Durante la giornata sono rimasti operativi l’ufficio Tecnico e la squadra dei reperibili. Un lavoro straordinario come per la polizia municipale e gli amministratori che hanno seguito l’evolversi della situazione e mantenuto un canale di comunicazione aperto con i concessionari. Insomma, sono davvero molte le persone da ringraziare in questo frangente». Che conclude: «Sono in contatto con la Regione e il Genio civile per definire gli interventi di ripascimento e difesa della costa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
