Il Tirreno

La tragedia

Piombino, trovata morta a Punta Falcone la 43enne scomparsa da casa

di Gabriele Buffoni

	Cristina Vannucci e i soccorritori impiegati nelle ricerche (Foto Paolo Barlettani)
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Cristina Vannucci e i soccorritori impiegati nelle ricerche (Foto Paolo Barlettani)

Il corpo della donna individuato dopo oltre 24 ore di ricerche: la famiglia ringrazia tutti coloro che hanno preso parte alle ricerche

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PIOMBINO. Si sono concluse in tragedia le incessanti ricerche per trovare Cristina Vannucci, la 43enne scomparsa dalla casa  che condivideva con la madre di 74 anni ai Diaccioni. La donna è stata infatti trovata morta in una gola di Punta Falcone nel pomeriggio di mercoledì 29 novembre: per recuperare il corpo (dato il territorio impervio) e constatarne il decesso è stato necessario l’intervento dell’elicottero Pegaso 2 decollato da Grosseto. Ancora da chiarire le cause della morte: la salma è infatti a disposizione dell’autorità giudiziaria e il pm di turno Pietro Peruzzi probabilmente predisporrà l’autopsia, come da prassi.

Imponente, per quanto purtroppo vano, lo sforzo di volontari e forze dell’ordine che per oltre ventiquattro ore si sono impegnati battendo la linea costiera e l’area boschiva tra Punta Falcone e Calamoresca, intorno a cui si erano concentrate fin dall’inizio le ricerche. Circa un centinaio le persone coinvolte tra il personale della polizia di Stato – con il commissariato di Piombino che ha coordinato le operazioni, avendo raccolto la denuncia di scomparsa presentata nel primo pomeriggio di martedì e avendo attivato attraverso la Prefettura il piano provinciale per le persone scomparse – e le altre forze dell’ordine intervenute (carabinieri, vigili del fuoco, guardia costiera e polizia municipale) oltre ai volontari del servizio di protezione civile di Piombino supportati anche dalla Croce Rossa di Donoratico, da quella della Val di Cornia e dalla Misericordia di San Vincenzo).

La 43enne si era allontanata di casa lunedì mattina: con sé non aveva preso il cellulare né il portafogli. L’ultimo suo avvistamento risale alle 9,30 di lunedì, non lontano dall’ufficio postale di Salivoli sul lungomare Marconi. Da quel momento, di Cristina Vannucci si sono perse le tracce: le forze dell’ordine hanno passato al setaccio anche le immagini della videosorveglianza comunale ma nessuna telecamera ha inquadrato la donna, che indossava scarpe da ginnastica con pantaloni e giacca neri. Per questo le ricerche – che si sono interrotte solo durante la notte tra martedì e mercoledì per riprendere all’alba di ieri – si sono concentrate nell’area meno urbanizzata del territorio, ponendo il proprio centro operativo all’interno del campo da rugby ai Diaccioni. Ascoltato anche il fidanzato della donna, che però ha dichiarato di non sapere niente riguardo alla sua scomparsa.

Si sono uniti alle operazioni di ricerca anche i vigili del fuoco di Livorno con un elicottero e le unità cinofile. È stata una squadra a terra però ad avvistare il corpo, lungo il versante est di Punta Falcone, poco prima delle 16 di ieri. Chiusa in un doloroso silenzio la famiglia della donna. «Voglio solo ringraziare tutti coloro che ci hanno dato supporto nelle ricerche in queste ore così difficili» ha dichiarato il fratello Maurizio, che attraverso i social aveva lanciato un accorato appello per raccogliere le segnalazioni.

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