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Acciaio al piombo. È un coro di no alla lavorazione nella fabbrica Jsw

Il treno di laminazione medio piccolo dello stabilimento Jsw Steel Italy (foto Paolo Barlettani)
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Il treno di laminazione medio piccolo dello stabilimento Jsw Steel Italy (foto Paolo Barlettani)

Nigro e Bezzini: «Ci siamo attivati con Asl e Arpat». Uglm: «Perché proprio ora?»

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PIOMBINO. Due turni di laminazione di acciaio al piombo al treno medio. Una produzione di circa 670 tonnellate. E se possibile un peso maggiore di preoccupazioni. «Ci siamo attivati con gli enti preposti ai controlli, Asl e Arpat, per sollecitare sopralluoghi e presiedere allo svolgimento della sperimentazione», dicono le assessore Sabrina Nigro alle Attività produttive e Carla Bezzini all’Ambiente. L’obiettivo è quello di «garantire il rispetto delle prescrizioni a suo tempo ricevute, nonché l’effettuazione dei monitoraggi ambientali richiesti. Abbiamo interloquito con i responsabili degli enti, con le organizzazioni sindacali e con l’azienda dalla quale abbiamo avuto rassicurazione circa il coinvolgimento dei rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori».

Nigro e Bezzini ricordano che «Jsw effettua un test di laminazione con acciaio al piombo, secondo quanto previsto da un ciclo di lavorazioni sperimentali avviate nel 2019 come da atto autorizzativo rilasciato dalla Regione Toscana. L’amministrazione Ferrari già allora espresse serie perplessità su questo tipo di lavorazione. Oggi Jsw ripropone l’avvio di una fase di sperimentazione, annunciata qualche giorno fa senza l’indicazione di una data precisa, comunicata in un secondo tempo».

I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Jsw hanno avuto un incontro con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione propedeutico alla laminazione di acciaio al piombo e verificato la presenza dei dispositivi di protezione individuale previsti dalle prescrizioni definite dagli organi competenti e l’utilizzo di centraline di rilevazione ambientale, come nelle precedenti laminazioni.

In scia alle preoccupazioni dell’amministrazione quelle del sindacato Uglm, della segreteria provinciale e della Rsu Jsw. «Dal 2019 tutto è rimasto nel silenzio più assoluto fino ad oggi quando, senza una comunicazione preventiva da parte dell’azienda alle Rsu, abbiamo appreso dalla stampa che ci sarà lavorazione al piombo per due turni lavorativi». Che aggiunge: «Ci domandiamo perché proprio adesso, mentre stiamo assistendo a una serrata trattativa per un nuovo progetto industriale targato Metinvest-Danieli, improvvisamente si decida di iniziare una sperimentazione di questo tipo. Verrebbe da pensare che rientri in un gioco delle parti per dimostrare, in sede di trattativa, che i vari treni di laminazione stanno lavorando». Uglm sottolinea la contrarietà «a questa sperimentazione». E conclude: «Piombino ha bisogno di impianti nuovi, tecnologicamente avanzati, a basso impatto ambientale, lontani dalla città. Oggi tutto questo pare rientrare nel nuovo progetto di Metinvest-Danieli, che attendiamo di conoscere nel dettaglio. La sperimentazione di acciai automatici al piombo di Jsw invece, ci riporta indietro in un passato lontano, che avremmo preferito dimenticare».

All’amministrazione comunale si unisce Alleanza per Piombino. «Non vorremmo ritrovare una città che subisce l’ennesimo scempio, riportando indietro il tempo sebbene consci dell’importanza della siderurgia – sostiene –. Questo settore, se ben sviluppato come altre aziende stanno in queste ultime settimane proponendo, può tornare un indice economico di rilancio e di traino per la città , ma senza dover barattare la salute di nessuno».

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