Il presidio
Piombino, tra furti e risse le voci di chi non si sente sicuro
Dalla raffica di furti al susseguirsi di risse e di episodi da far west in pieno centro. Sabato un’altra serata segnata da scene di violenza e dall’intervento dei carabinieri
PIOMBINO. La raffica di furti nel pieno centro della città. Il susseguirsi di risse e di episodi da far west, botte e lanci di bottiglie di vetro rotte. Clienti ai tavoli dei locali nel mirino di chi si sente rifiutare degli spiccioli. Gli scippi, due gli episodi noti dall’inizio del mese, nell’arco di altrettanti giorni, ai danni di due donne.
Il veleno dell’insicurezza ha iniziato a farsi strada dall’estate. Ed è stato un crescendo. Si sono rafforzati i controlli. È stata fatta un’ordinanza per limitare il consumo e la vendita di alcol. Nelle sere di luglio e agosto si sono visti per strada i vigilantes comunali. Eppure, la questione resta un tema aperto. C’è poco da fare. Quando le voci concordano. E soprattutto, quando finiscono per trovare conferma in quel che accade con cadenza regolare c’è un problema. Qualcosa deve pur essere sfuggito di mano. Come spiegare l’impennata di situazioni di pericolo?
Spinte. Botte. Lanci di bottiglie. Urla e grida. Nel cuore della notte, all’altezza degli uffici del giudice di pace, da una finestra di casa è questo che riesce a vedere il 3 novembre. «Dopo non sono più riuscita a prendere sonno». Lo spavento è ancora vivo nella voce di chi con il velo dell’anonimato ha deciso di raccontarlo al Tirreno. È ancora vivo il ricordo della sera di Halloween con il parapiglia tra giovani in piazza Verdi e nella stessa sera, tra piazza Gramsci e corso Italia, l’arresto di un 40enne che in preda ai fumi dell’alcol molestava le persone. L’ultimo sabato non è stato da meno. È finito con l’intervento di due volanti dei carabinieri in corso Vittorio Emanuele. A far scoppiare la miccia sono tre uomini stranieri. Si presentano già ubriachi. Sono all’incirca le 22,30 quando entrano nell’osteria Buco Giusto. Ai tavoli ci sono i clienti che stanno consumando la cena. Incuranti di tutto, i tre chiedono da bere. Al rifiuto del titolare continuano a farlo con insistenza, finché la situazione precipita. Si archivia così un’altra sera segnata dalla violenza e da un crescente senso di insicurezza che si fa sempre più strada in chi frequenta il centro storico e in chi li ha la propria attività lavorativa e si sente esposto.
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