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All’Elba l’estate non finisce mai, spiagge e stabilimenti pieni anche a ottobre: «Domenica a Lacona sembrava Ferragosto»
La bassa stagione addolcisce le perdite avute a giugno e luglio con vacanzieri last minute che fanno lavorare B&B e ristoranti
PORTOFERRAIO. Ristoranti pieni e spiagge affollate. Nulla di eccezionale per l’isola d’Elba, non fosse che siamo più vicini alla festa di Ognissanti che a Ferragosto. Eppure questa è la realtà: un ottobre dove tutti i locali rimasti aperti («e sono la maggior parte: almeno l’80% tra stabilimenti balneari, bar e ristoranti», conferma il presidente di Confesercenti Elba Marcello Bargellini) sono in grado di lavorare a pieno ritmo come durante l’estate.
La sensazione è che le temperature estive tanto prolungate stiano aprendo le porte a un mercato imponente. «Domenica a Lacona sembrava Ferragosto – racconta Bargellini – per molte attività, ad esempio i ristoranti, è una boccata d’ossigeno. Addirittura quest’anno, rispetto al passato, molti anche nella parte settentrionale dell’isola hanno deciso di rimanere aperti come i colleghi di altre località dove già si tendeva ad allungare la stagione, come nella zona meridionale. È la strada da percorrere: il clima ci aiuta, è vero, ma più rendiamo l’Elba appetibile sotto il profilo dell’accoglienza, della cura del verde e dei percorsi ciclabili e meglio riusciremo ad attrarre anche fuori dai canonici tre mesi estivi il turista, specialmente quello straniero e giovane».
A portare avanti da tempo la battaglia per la destagionalizzazione è la Gestione associata del turismo che sta cercando «di organizzare eventi e iniziative per valorizzare le stagioni “spalla” – spiega il coordinatore Niccolò Censi – l’Elba sta dimostrando grande appeal anche nella seconda metà di settembre e a ottobre, lo dimostrano i dati del gettito degli sbarchi che continua ad attestarsi a ottimi livelli. Senza il caos di luglio e agosto in questo periodo molti si godono di più le nostre spiagge, le escursioni in barca, gommone, kayak oppure con le imprese di diving che ancora svolgono i loro servizi. E sempre più apprezzano l’entroterra, in trekking oppure con la bici. Si parla – conclude – di persone tra i 30 e i 40 anni, ma non mancano neppure le gite organizzate di stampo culturale con persone più avanti con gli anni e le famiglie. Ad esempio alle ville napoleoniche dell’isola».
Sia chiaro, il 2023 resterà un anno comunque non positivo per l’Elba che dopo un iniziale boom di prenotazioni ha visto una brusca frenata a giugno e a luglio registrando un crollo, rispetto al 2022, del 10% dei soggiorni. Cifra che si è poi abbassata all’8% con il mese di agosto. Ma è con questa “estate autunnale” che l’emorragia si è davvero fermata. «Abbiamo un po’ recuperato – conferma il presidente degli albergatori elbani Massimo De Ferrari – e ci attestiamo adesso su un meno 4,5% rispetto all’anno scorso. Purtroppo questo turismo di bassa stagione non è facile da intercettare: si tratta di prenotazioni perlopiù last-minute e i grandi alberghi, quelli da 40 camere in su e con un’organizzazione del lavoro più complessa, non possono farci affidamento: alcuni hanno già chiuso, altri lo faranno entro il 15 ottobre. Lavorano invece molto i B&B e i residence, strutture meno complesse nella gestione ma che sono l’ideale per questo tipo di turismo: sono circa una cinquantina e non chiuderanno i battenti prima di novembre. Facendo anche lavorare i ristoranti e i locali – conclude – perché ad eccezione della colazione non offrono pranzi e cene».
Anche per i campeggi la bassa stagione ha mostrato «segnali ben più positivi rispetto al 2022 – conferma Francesca Bottoli, referente della società Milvia srl che gestisce il camping Mezzo Ortano – nella prima metà di settembre eravamo ancora al completo, poi siamo passati a un 50% dei posti occupati che si è protratto fino all’ultima settimana: si tratta soprattutto di stranieri, svizzeri o tedeschi».
Per quanto riguarda i balneari invece, sulla Costa del Sole (da Cavoli a Chiessi) ma anche a Lacona e a Capoliveri «sono anni ormai che siamo abituati a tenere aperto fino a ottobre inoltrato – spiega Michele Teggi, referente di Fiba Confesercenti e titolare del Pino Solitario a Fetovaia – l’elemento sorpresa di quest’anno è la temperatura: il clima è ancora praticamente estivo e questo ci sta facendo registrare numeri molto maggiori del solito rispetto agli stessi periodi del passato. Lavoro per tutti? È possibile, ma servirebbe una sinergia maggiore e la necessità di svincolarsi dall’idea della sola vacanza al mare: se riusciamo a garantire attrattività anche i caso di giornate più ventose o nuvolose, riusciremmo a intercettare i turisti anche fuori stagione e ne beneficeremmo tutti quanti, senza più dipendere dalle variazioni climatiche».
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