San Vincenzo, ciclista 59enne investito da un’auto: è grave
Si rinnovano gli appelli per mettere in sicurezza l’incrocio tra Sp 20 e Aurelia
SAN VINCENZO. L’impatto con l’auto. Il corpo sbalzato dalla bicicletta, a metri di distanza. È ricoverato all’ospedale di Siena il ciclista, 59 anni di Riotorto, falciato sulla Vecchia Aurelia all’altezza del bivio per la via di Campiglia. Non ha mai perso conoscenza l’uomo, ma per i traumi cranico e facciale viene disposto il trasferimento a bordo dell’eliambulanza Pegaso al nosocomio senese. E in ragione delle ferite la sua prognosi resta riservata.
Sono da poco passate le dieci di mattina quando accade l’incidente. L’impatto è violento, fa temere il peggio. L’uomo è a terra, al di là dell’auto, e poco distante c’è la sua bici accartocciata. La chiamata alla centrale del 118 è registrata alle 10,23. I primi ad arrivare sul posto sono i soccorritori della Misericordia di San Vincenzo. Sono loro a prestare le prime cure al ciclista in attesa dell’arrivo dei sanitari a bordo dell’eliambulanza, che atterrà in un prato nella vicina zona artigianale.
L’uomo stava viaggiando in sella alla sua bici nella corsia che muove da Venturina in direzione di San Vincenzo. All’altezza dell’incrocio l’impatto con l’auto in arrivo da San Vincenzo e intenta a svoltare dalla Vecchia Aurelia per immettersi sulla strada provinciale 20, la via di Campiglia. Da quanto raccolto dalla polizia municipale di San Vincenzo, che si è occupata dei rilievi e di gestire la viabilità, l’automobilista alla guida dell’auto avrebbe travolto il ciclista durante la manovra di svolta verso la via di Campiglia. Non lo avrebbe visto. Sul posto anche una pattuglia dei carabinieri.
L’impatto del 59enne con il cofano e il parabrezza dell’auto. Il volo a terra che questa volta ha conseguenze non tragiche. La dinamica è la fotocopia di tanti altri episodi. Proprio in quel luogo il 23 marzo del 2022 a perdere la vita è stato un altro ciclista: Renato Lepri, 66 anni originario di Sassetta, residente a Venturina Terme, morto sul colpo, falciato all’altezza del bivio per la via di Campiglia.
La scia di incidenti torna a sottolineare con forza la necessità di mettere in sicurezza quel tratto di viabilità. Di fatto l’incrocio segna l’immissione sulla viabilità ordinaria dei veicoli che escono dalla Variante Aurelia all’uscita di San Vincenzo sud o che la devono imboccare. Un tratto ad alta intensità di traffico, anche per l’accesso alla vicina zona artigianale e commerciale. Più volte negli anni è stata sollecitata l’amministrazione comunale di San Vincenzo ad attivarsi, in via diretta o tramite la Provincia di Livorno, che è l’ente titolare della strada Sp 20. Quell’incrocio segna una sorta di passaggio di titolarità tra il tratto della Vecchia Aurelia che è di competenza comunale e la provinciale 20 che porta a Campiglia. Ed è proprio l’intreccio di competenze che ha da sempre frenato la presa in carico di una soluzione per ridurre il rischio di incidenti. Ma la sicurezza stradale non ammette alibi. E anche l’incidente occorso al ciclista di Riotorto sembra sottolinearlo.
C’è chi si sarebbe accontentato per lo meno di installare un impianto di illuminazione per scongiurare i rischi dovuti al buio. Tra i tanti appelli quello più volte rinnovato del Comitato per Campiglia, che tra l’altro ha tolto ogni possibile alibi di competenza amministrativa. L’opera può benissimo essere finanziata dal Comune interessato. Infatti «in un caso analogo in un Comune in Piemonte che voleva fare un’opera su un tratto di strada provinciale che insisteva sul suo territorio, la Corte dei Conti nel 2016 ha risposto al quesito posto dal Comune sull’ammissibilità dell’opera da parte del Comune stesso, dicendo che purché le finanze esistano e i due interessati coordinino le rispettive azioni, non si ravvisano ostacoli o impedimenti di sorta», ha sottolineato il Comitato.
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