Il Tirreno

A difesa dell’ambiente

Letizia, la bimba salva meduse dell’isola d’Elba premiata dai Messaggeri del Mare

di Stefano Bramanti

	A sinistra la piccola Letizia, a destra una delle meduse salvate 
A sinistra la piccola Letizia, a destra una delle meduse salvate 

A 8 anni ha mostrato una sensibilità ambientale che tanti adulti non hanno

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CHIESSI. «Non uccidiamo le meduse. Sono creature del mare che vivono nel loro ambiente: siamo noi gli ospiti che ci introduciamo nel blu per fare il nostro bagno o una nuotata. Dobbiamo rispettarle e salvarle».
Lo affermano Pierluigi Costa e Lionel Cardin, i noti Messaggeri del Mare, che nuotano per la tutela ambientale e che hanno premiato a Chiessi, dove vive, Letizia, una bambina che si è data da fare salvando addirittura 33 meduse.

Pierluigi Costa le ha consegnato l'attestato di Messaggera del Mare. Pochi sanno che sono previste multe salate e galera per chi maltratta o uccide le meduse. Lo prevede la legge. Esattamente il codice penale all'articolo 544 ter, che tutela ogni tipo di animale è infatti recita:
«Chiunque per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale, ovvero lo sottopone a sevizie è punito con la reclusione da tre mesi a 18 mesi e con una multa da 5000 a 30 mila euro».
Le scene che vediamo da sempre sulle spiagge isolane, ma anche in tutta Italia e altrove, sono note: bambini o adulti catturano le meduse in prossimità della battigia o direttamente spiaggiate, le uccidono o le buttano nei cestini dei rifiuti. Avviene perché tutti hanno il terrore della medusa, che ha un potere urticante, quando viene a contatto con l'essere umano e quindi, in generale, qualunque persona si sente autorizzata ad eliminarle.

«In effetti questo è un problema – dice Pierluigi Costa – tutti si sentono liberi di fare quel che credono con le meduse, ma se ci riflettiamo siamo chiamati a rispettarle. Sono abitanti del mare mentre noi no. Loro fanno parte dell'ecosistema, della catena alimentare essendo il cibo preferito delle tartarughe. Non vanno eliminate, vanno al contrario aiutate. Io quando sono in mare le raccolgo usando i miei occhialini e le porto al largo. Lo possono fare anche gli altri usando un retino o prelevandole dalla battigia o da dove si trovano con una paletta, cercando di non spezzarle e quindi allontanarle portandole più oltre in mare. Sono molto delicate. E poi diciamola tutta: se un giorno ce ne sono tante perché la natura, le correnti marine, le hanno fatte arrivare, bisogna avere pazienza aspettando che passino e poi tutto torna normale. Ripeto; noi siamo ospiti del mare, loro sono in casa loro. Giorni fa abbiamo premiato Letizia Torri, che abita vicino a Langhirano in Emilia Romagna, in provincia di Parma».
E Lionel Cardin rimarca il concetto: «Ha otto anni e ha salvato dalla piscinetta chiusa di Chiessi 33 meduse, rilasciandole in mare aperto e anche i suoi genitori Beatrice e Nicola, d'intesa con me, hanno educato la bimba a questo senso civico nei confronti di tutto l'ambiente. Letizia anche quando va nelle colline elbane raccoglie i rifiuti e lo fa anche poi, insieme alla madre, sulla battigia per mantenere pulito ogni angolo naturale. Il diploma di Messaggera del Mare se lo merita». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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