Il presidio
Divieto di bagno nella super spiaggia dell’Elba: ora il ritorno alla normalità
Dopo il sabato da incubo il luogo simbolo si riempie di nuovo di bagnanti. L’ordinanza di revoca firmata in extremis dal Comune
CAMPO NELL’ELBA. Il divieto di balneazione è stato revocato. E la spiaggia di Fetovaia, dopo un sabato nero (9 settembre, ndr), sta tornando gradualmente alla normalità. Non è stata la migliore domenica (10 settembre, nda) dell’estate per la spiaggia gioiello del versante occidentale dell’isola d’Elba. Ma il colpo d’occhio rispetto al giorno precedente è completamente diverso: più bagnanti sulla spiaggia, tante persone che fanno il bagno in mare, stabilimenti balneari non pieni, ma che comunque hanno lavorato su buoni livelli.
Il motivo? Sabato sera il Comune di Campo nell’Elba ha emesso in extremis un’ordinanza di revoca del divieto di balneazione, non appena è entrato in possesso dei nuovi dati pubblicati sul sito dell’Arpat e riferiti ai campionamenti effettuati l’8 settembre scorso. «I valori sono nella norma», hanno spiegato dal Comune sabato sera, affrettandosi dunque ad aprire gli uffici in via eccezionale per emettere la contro-ordinanza dopo che solo 24 ore prima, venerdì 7, la stessa amministrazione aveva imposto lo stop alla balneazione dopo essere venuta a conoscenza dei dati di Arpat riferiti ai campionamenti del 5 settembre: in quell’occasione era stata rilevata una concentrazione di enterococchi intestinali fuori dalla norma di enterococchi intestinali pari a 960 mpn/100 ml a fronte di una soglia di 200 mpn / 100 ml. Una situazione grave, che aveva spinto il primo cittadino a firmare l’ordinanza di divieto.
Dopo 24 ore il dietrofront: «Il sito denominato Sistema informativo regionale ambientale della Regione Toscana (Sira) sul quale sono pubblicati in tempo reale i risultati dei controlli sulle acque destinate alla balneazione dal quale risulta che in località Fetovaia, ha evidenziato come i controlli effettuati l’8 settembre hanno dato risultati tali da rendere idonea l’acqua di balneazione. Visto che il sito è una fonte ufficiale di Arpat e che la stessa azienda ha inviato comunicazione, anticipata per le vie brevi, nella quale informa l’amministrazione dei risultati del nuovo campionamento effettuato dai quali emerge che le acque di balneazione risultano idonee, il sindaco dispone la revoca dell’ordinanza di divieto di belneazione». L’atto emesso dal Comune ha limitato i danni che nella giornata di sabato sono stati evidenti. Non sono mancate le proteste degli operatori della zona, così come si sono sprecate in queste ore le ipotesi sulle cause dell’inquinamento che, per fortuna, si è esaurito nel giro di poche ore. Asa, al quale il sindaco Montauti ha chiesto di attivarsi per approfondire la questione, ha spiegato come gli impianti e le reti fognarie gestite dall’azienda non hanno presentato alcuna anomalia.
La stessa azienda ha ipotizzato che l’origine di questo inquinamento sia di natura privata e potrebbe provenire sia lato terra, e quindi causato da scarichi abusivi o da guasti a impianti e reti interne private, ma anche lato mare, tramite scarichi non regolari di pozzetti neri e grigi di natanti.
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