Il presidio
Castagneto, ex Casone Ugolino di nuovo all’asta il complesso venduto a 2,5 milioni
Smantellato da tempo il Museo multimediale e sensoriale del vino
CASTAGNETO. Doveva essere la risposta italiana alla Cité du vin di Bordeaux. Il Musem, Museo multimediale e sensoriale del vino di Castagneto Carducci aperto nel 2017, invece è già storia passata. Il complesso immobiliare è finito all’asta, è del 2021 la procedura di esecuzione immobiliare. Ma da allora si fatica a voltare pagina. Il primo tentativo di vendita a dicembre del 2022 è andato a vuoto. Da una base d’asta di 5,7 milioni, a fronte di una stima del valore di mercato di 6,4 milioni, adesso siamo arrivati al terzo incanto scendendo a 3,2 milioni ma la soglia dell’offerta minima ammessa è di 2,5 milioni. C’è tempo fino al 4 settembre alle 12 per presentare un’offerta. L’asta, dal giorno successivo, si svolgerà in modalità telematica asincrona.
Resta in sospeso il futuro di quella che doveva essere la World Wine Town. Progetto che ha reso forma nell’arco di un decennio dando una prospettiva all’ex Casone Ugolino, ex fattoria sulla strada che da Donoratico sale verso Castagneto. All’interno del Musem oltre 70 installazioni sensoriali, olografiche e interattive per meglio conoscere e scoprire le realtà storiche di Bolgheri e della Costa Toscana. Un’operazione a tuttotondo: tra storia, promozione del territorio e accoglienza turistica. Il tutto puntando a inserirsi nel segmento del turismo del cibo e del vino. Dei percorsi immersivi, in stile cinematografico, firmati dallo lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, per esplorare e immergersi nelle varie epoche del vino non c’è più traccia. Le sale sono oramai vuote da tempo. È sfumata così la visione coltivata per anni da Franco Malenotti, imprenditore con radici castagnetane, ex patron e artefice del rilancio del marchio di moda Belstaff, che con la sua famiglia ha fatto risorgere anche Matchless London, storica griffe britannica di motociclette.
Un investimento nell’ordine dei 10 milioni di euro di cui buona parte attraverso affidamenti bancari, che si è sviluppato nell’arco di un decennio. Solo nel 2015 sono state aperte la pizzeria, le camere e gli appartamenti. L’anno successivo il cosiddetto Mercato del borgo, che si proponeva di affermare un nuovo concetto di ristorazione con isole del gusto. E sempre nel 2016 il centro congressi e di formazione. Cifre e ambizioni hanno dovuto fare conti con la realtà. E così si arriva all’esecuzione immobiliare in scia alla procedura aperta nel 2021 e che a giugno 2022 si è conclusa con la messa all’asta dell’ex Casone Ugolino.
Due fabbricati, comunicanti tra loro, sono stati completamente ristrutturati e ampliati: circa 1.180 metri quadrati. All’interno un ristorante, un’osteria e una pizzeria, completi di cucina, forno a legna, servizi igienici, spogliatoi e locali di servizio, oltre a 11 camere con bagno e soppalco e cinque appartamenti.
In un terzo fabbricato di circa 1.105 metri quadrati, suddivisi tra piano terra e piano primo, era stato allestito il museo del vino con spazi espositivi e degustazione, sala conferenze, sale degustazione, servizi igienici, locali accessori e di servizio e una porzione destinata a gelateria. Un quarto fabbricato invece è di recente costruzione, completata e modificata negli ultimi anni si sviluppa su circa 355 metri quadrati di superficie commerciale, suddivisi tra piano terra e primo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
