Il presidio
Omicidio dell’Elba, il presunto killer vuole parlare col Pm: «Non ho ucciso io Angelo»
Mounir Ghallab ha chiesto di essere ascoltato dal pubblico ministero «Ho difeso l’amico che era con noi, quando sono andato via era vivo»
PORTOFERRAIO. «Non sono stato io a uccidere Carugati. Abbiamo litigato, è vero, ma stavo difendendo l’amico che era con noi, dato che Angelo lo stava picchiando e stava avendo la meglio. Quando me ne sono andato dalla stanza di Porta a Terra li ho lasciati soli». Mounir Ghallab, il ventiquattrenne portoferraiese da tre mesi in carcere con l’accusa di aver ucciso l’aiuto-cuoco Angelo Carugati nella notte fra il primo e il 2 febbraio scorsi in uno scantinato, ha chiesto di parlare agli inquirenti ed è stato ascoltato dal pm titolare dell’inchiesta, Niccolò Volpe. In compagnia del suo avvocato Nicola Giribaldi è stato quindi sentito e sulla scia delle dichiarazioni del legale (prima alla gip Tiziana Pasquali, poi al riesame che ha bocciato la richiesta di scarcerazione) si è detto innocente: «Non ho ucciso Angelo».
La vicenda
I due, quando avrebbero litigato, sarebbero stati in compagnia dell’amico, un ventitreenne portoferraiese ex studente dell’alberghiero che ha indicato il ragazzo di origine marocchina quale autore dell’omicidio. I carabinieri hanno quindi fermato il giovane come persona gravemente indiziata del delitto, trovandogli addosso l’orologio della vittima e in casa il suo cellulare. Secondo l’accusa l’aiuto-cuoco milanese, colpito alla testa con una pentola e una valigia e preso a bastonate, avrebbe perso la vita in seguito a un’emorragia causata dalla rottura della milza dopo essere stato picchiato per aver chiesto a Ghallab – secondo l’accusa – di andarsene dal suo materasso, dove entrambi in quel momento stavano dormendo.
Gli orari e i soccorsi
Le parole agli inquirenti del testimone non convincono la difesa. L’ex alunno dell’alberghiero, senza cellulare, alle 2.18 è andato sotto al commissariato della polizia di viale Manzoni, il presidio delle forze dell’ordine più vicino allo scantinato, parlando di una persona sdraiata per terra davanti alla gelateria “Zero Gradi”. I carabinieri sul posto non hanno trovato né lui, né la persona da soccorrere. Mentre più tardi, alle 3.35, il giovane è tornato al commissariato chiedendo nuovamente un intervento. Poi, una volta in zona, i militari lo hanno trovato e seguito fino alla stanza, scoprendo il corpo senza vita di Carugati. Inutile, purtroppo, la corsa per salvarlo dei volontari, con a bordo il medico del 118, del Santissimo Sacramento: era già morto. Secondo il racconto del testimone – e stando anche alle risultanze dei rilievi scientifici dell’Arma – sarebbe stato Ghallab a uccidere l’aiuto-cuoco. Il bastone è stato ritrovato nascosto fra la rete e il materasso del letto, sequestrato insieme alla valigia e alla pentola di metallo usate per picchiarlo.
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