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Aeroporto all’Elba, il referendum è un flop: solo il 36% va a votare

di Giuseppe Boi
Aeroporto all’Elba, il referendum è un flop: solo il 36% va a votare

La palla alla politica che dovrà decidere se salvare o meno La Pila

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CAMPO NELL'ELBA. Un flop. Elettorale, politico e strategico. Il referendum sull’allungamento della pista di La Pila si risolve in un nulla di fatto. Ieri Campo nell’Elba ha deciso di non decidere sul futuro dell’aeroporto. I numeri parlano chiaro: hanno votato solo 1.392 elettori su 3.798. Vale a dire il 36,65 percento degli aventi diritto. Troppo pochi – al di là delle interpretazioni di parte dei due fronti – per dare un valore ai “Sì” e ai “No depositati nelle urne. Un risultato che fa emergere l’errore strategico di Davide Montauti: eletto meno di un anno fa col 70,21 percento, vale a dire 1.626 preferenze, ma incapace di mobilitare l’elettorato schierandosi con i contrari all’ammodernamento della struttura aeroportuale. Politicamente un disastro: la palla torna tra i piedi del primo cittadino e della sua maggioranza, che hanno deciso di non esercitare il mandato amministrativo assegnato loro dai cittadini e ora non hanno il consenso per esercitare nessuna delle due opzioni sul tavolo. Il risultato? Il destino dell’aeroporto appare al momento segnato, senza che sia stato possibile valutare pro e contro del progetto definitivo. A meno che non intervenga la Regione dichiarando l’opera strategica. Un remake del caso del dissalatore di Capoliveri. Con tutte le sue conseguenze.

L’affluenza

Il fallimento del referendum è emerso già dalle prime ore di votazioni. Le urne sono state aperte alle 8 e alle 10,30, secondo una prima rilevazione non ufficiale, avevano votato il 5,5 percento degli aventi diritto. Un dato difficile da interpretare ma che fa parlare a sproposito di un’affluenza alta. A generare l’errore sono state le file di elettori in attesa di poter esercitare il voto. Le persone erano in coda non per la massiccia la partecipazione al referendum, ma per la decisione di allestire un’unica sezione in tutto il territorio comunale. Una scelta di Montauti che ha dato ragione a chi la ha criticata (in particolare i sostenitori del “Sì”). Il miraggio è stato però spazzato già con la rilevazione ufficiale delle 12: avevano votato in 390. Vale a dire il 10,27 percento contro il 17,68 percento delle amministrative 2012 e il 22,55 percento (dato della Camera) delle politiche di cinque mesi fa. Un calo dei votanti confermato dalla rilevazione delle 19: percentuale ferma al 30,44 (1.156 i votanti) a fronte del 38,13 delle scorse comunali e del 55,45 percento delle elezioni per la Camera. Il dato alla chiusura dei seggi – alle 22 e non alle 23 come nelle precedenti consultazioni – si è fermato, come già scritto, al 36,65 percento. Montauti è stato eletto lo scorso giugno dal 52,40 percento del corpo elettorale. L’affluenza alle politiche del 2022 era stata del 65,13 percento.

Lo spoglio

Acquisito il dato dei quorum, lo spoglio delle schede è proceduto in maniera celere. Come del resto avviene in tutti i referendum, data la semplicità dell’operazione di calcolo elettorale. Nessuna contestazioni per un risultato finale che è apparso subito chiaro. Nell’alternanza dei “Sì” e dei “No” letti ad alta voce dagli scrutinatori nella sala consigliare del municipio di Piazza Dante, è emerso da subito un testa a testa. Al momento di andare in stampa, alle 23, i voti a favore del “ Sì” erano 141, per il “No” 134.

Gli scenari

Acquisito il risultato referendario, è difficile a caldo delineare i possibili scenari per l’aeroporto dell’Elba. L’unica ipotesi sul tavolo resta la chiusura. In base a quanto riferito più volte in questi ultimi due mesi da Alatoscana, l’attuale società di gestione, entro fine mese dovrebbe arrivare il recesso dalla compagine azionaria di Toscana aeroporti. Il che porterebbe alla messa in liquidazione della società di gestione a partire dal 1° gennaio dell’anno prossimo. O forse già dal 31 ottobre, data in cui partiranno e decolleranno gli ultimi aerei in continuità territoriale. Eventuali altre opzioni al momento sono solo delle ipotesi. Un ruolo chiave potrebbe avere il campese Marco Landi, consigliere regionale della Lega e portavoce dell’opposizione. Potrebbe rivestire un ruolo di mediatore tra l’amministrazione campese e la Regione, Alatoscana e Toscana aeroporti. Ma quale peso avrà nell’eventuale trattativa Davide Montauti? Come avvenne a Matteo Renzi con il referendum costituzione del dicembre 2016, il voto di ieri ha eroso il consenso popolare dell’attuale sindaco.


 

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