Il presidio
Lorenzo e Riccardo, due amici lontani per anni si ritrovano grazie alle maschere di scena
Lorenzo Frediani e Riccardo Bartoletti sono i curatori della mostra al Castello di Piombino
PIOMBINO. L’amore viscerale per il teatro li ha portati lontano da Piombino, il luogo dove sono cresciuti. Ma è proprio quello stesso amore che li ha fatti ritrovare nella loro città. Lorenzo Frediani e Riccardo Bartoletti sono grandi amici, oltre ad essere assieme e Gaia Geri gli organizzatori della mostra “La maschera scenica”, inaugurata al Castello d Piombino e visitabile fino a domenica prossima (visitabile dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19,30 sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19,30) si avvia verso la conclusione con all’attivo un buon numero di visitatori che hanno dimostrato di apprezzare l’originalità della proposta.
Anzi, pare che la maggior parte del pubblico sia entrato senza troppe aspettative restando invece visibilmente sorpreso dalla quantità e qualità del materiale esposto. Frediani e Bartoletti di Matan Teatro, insieme a Gaia Geri, hanno saputo creare qualcosa di magico. Geri, anche lei piombinese, fa parte dell’associazione nazionale maschera scenica e ha curato i laboratori di costruzione maschere sia in cartapesta che in cuoio.
È degno di nota che a ideare la mostra siano stati giovani nati e cresciuti a Piombino da cui ad un certo punto si sono allontanati per intraprendere la propria carriera artistica e dove sono tornati portandosi appresso un bagaglio carico di esperienze e la consapevolezza che costruire qualcosa nel luogo in cui tutto è iniziato ha un sapore diverso.
Un luogo dove risiedono ancora gli affetti più cari e i molti amici con cui Frediani e Bartoletti hanno condiviso anni di studio seguiti da Viviana Tacchella e Rossella Canaccini, una seconda famiglia.
Lorenzo Frediani si è diplomato all’Accademia di arte drammatica Paolo Grassi a Milano, uscito da lì ha interpretato una serie di ruoli sia in teatro che al cinema di tutto rispetto. Come non ricordarlo nella fortunatissima serie “Doc” nei panni di Massimo Gentile al fianco di Luca Argentero e Matilde Gioli? Frediani ha recitato anche in “Un matrimonio” e “I delitti del Barlume 5” e ha debuttato al cinema a soli 17 anni ne “La passione” di Carlo Mazzacurati. Successivamente sono arrivati ruoli ne “Il matrimonio della mia migliore amica”, “Primo” e “State a casa” ed ha appena finito di girare “Il comandante” insieme al grande Pierfrancesco Favino. Tuttavia i suoi occhi brillano istintivamente di una luce più intensa quando si parla di teatro. «Attualmente – dice – sto facendo aiuto regia per una compagnia di Reggio Emilia ma fino a metà marzo ero in scena come attore al Piccolo di Milano con “Anatomia di un suicidio”. Il teatro è per me una grande passione e tornarvi dopo le chiusure imposte dal Covid è ancora più bello sia per chi si trova sul palco sia per chi è seduto in sala».
Riccardo Bartoletti come Frediani ha mosso i primi passi a Piombino al Centro Didattico musicale, erano gli anni del Mob (Memories of Brodway) che hanno avviato loro ed altri giovani talenti locali verso la strada del musical e della recitazione. «In quel periodo – ricorda – facevo parte del FOB teatro, uno spazio dedicato ai giovani rivelatosi estremamente formativo. Dopo essermi laureato in biologia molecolare ho deciso di seguire il mio istinto iscrivendomi all’Accademia di musical a Bologna».
Dopodiché Bartoletti entra a far parte di un progetto diretto da Cristiano Roccamo che forma una compagnia multilinguista di teatro classico, principalmente plautino. Ha studiato moltissimo in Francia sia fondamenti di danza che di canto moderno da accompagnare alla recitazione.
«Ho fatto parte del teatro europeo plautino – racconta – portando nei teatri 160 repliche l’anno per una platea di 35.000 studenti di tutta Italia. Sono uscito dopo dieci anni per una serie di congiunzioni familiari e lavorative tra cui l’idea condivisa con Lorenzo di realizzare qualcosa di bello con gli strumenti che oggi possediamo proprio qui a Piombino».
I due amici non si sono mai realmente persi di vista tanto che negli anni si sono consigliati, supportati e addirittura incontrati per caso ad Avignone, entrambi in tour con due compagnie diverse.
«Ora più che mai – dicono – desideriamo continuare le nostre carriere dedicando però uno spazio importante a Piombino facendo rete con altri ragazzi come Gaia Geri he possono portare il proprio contributo».
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