Il presidio
Liceo classico a Piombino, stop all’Einaudi. I docenti contestano la decisione
Si chiede all’ufficio scolastico regionale di consentire almeno la fine del ciclo
PIOMBINO. Il traguardo l’avevano raggiunto nel 2021: far rinascere – dopo tanti anni dallo storico Carducci – il liceo classico pubblico in città. Questo grazie 12 iscrizioni sufficienti per attivare una classe articolata all’Isis Einaudi, insieme all’artistico. Esperienza già chiusa dall’ufficio scolastico regionale, decisione contestata dai docenti Einaudi-Ceccherelli, dove l’indirizzo era stato appunto attivato due anni fa.
«Durante l’assemblea sindacale con i rappresentanti della Rsu – si ricorda nel documento inviato all’ufficio scolastico – il corpo docente è stato aggiornato sulla formazione delle classi prime per l’anno scolastico 2023/24. In particolare, è stato comunicato che l’ufficio scolastico non ha approvato, per il prossimo anno, la proposta di una classe liceale articolata tra gli indirizzi artistico e classico. La decisione, motivata con l’esiguità di iscrizioni al liceo classico, decreta la morte (per la seconda volta) del liceo classico a Piombino».
«La mancata approvazione ci ha colpito tanto di più – si spiega – , in quanto la proposta presentata dal nostro Istituto prevedeva di compensare le ore necessarie alla formazione della sezione articolata rinunciando a ore di potenziamento, operazione a costo zero. Come docenti, vogliamo manifestare contrarietà, esprimendo alcune considerazioni importanti».
Intanto la scelta dell’ufficio scolastico appare prematura. «Il progetto di rilanciare il liceo classico in una città, dopo un’assenza più che decennale, richiede tempi adeguati – si sottolinea – . I due anni trascorsi dall’inaugurazione dell’indirizzo non sono sufficienti per provare a consolidarne la presenza nel tessuto scolastico e sociale. Per valutare realmente la risposta del territorio a una proposta impegnativa come questa – si prosegue – sarebbe necessario, crediamo, almeno il completamento di un ciclo scolastico».
Poi «nonostante la recente apertura, l’indirizzo del classico ha visto – ricordano i professori – un sensibile accrescimento di interesse, manifestato dall’aumento di iscrizioni dal primo al secondo anno di attività e dall’arrivo di studenti da altri istituti. Se è vero che il numero di iscritti resta contenuto, non si possono trascurare, oltre alle considerazioni già espresse, elementi fondamentali, come la condizione sfavorevole dei trasporti in cui versa Piombino, più volte sottoposta all’attenzione delle amministrazioni locali».
« Nonostante questi ostacoli e al netto di un importante calo demografico, il nuovo indirizzo del classico ha ricevuto ottimi riscontri, grazie a un’offerta formativa che potenzia lo studio dell’informatica e dei beni culturali, essenziali per il legame con il territorio. La presenza di indirizzi di studio umanistici, in particolare del liceo classico, può contribuire in modo importante al rilancio economico e sociale che Piombino sta vivendo, puntando sul patrimonio artistico e culturale e sulle proprie profonde radici storiche. Crediamo – si conclude – che questo rilancio vada incoraggiato, soprattutto in considerazione delle difficoltà che il territorio ha affrontato negli ultimi decenni e delle promesse di compensazioni per il recente arrivo del rigassificatore. Per tutte queste ragioni chiediamo all’ufficio scolastico di riconsiderare la decisione presa e invitiamo i soggetti coinvolti, comprese le amministrazioni locali, a sollevare una discussione sul tema».
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