Addio Prianti, decano dei giornalisti elbani e voce dell’isola
Aveva 81 anni: la cremazione a Livorno poi il saluto nel cimitero del Santissimo Sacramento. Per anni è stato protagonista nelle emittenti private, poi direttore ed editore del blog Camminando.org
PORTOFERRAIO. Un lutto nel mondo del giornalismo. Un lutto per tutta l’isola d’Elba. Nella tarda mattinata di ieri, nell’ospedale di Portoferraio dove era ricoverato per l’acuirsi della malattia, è morto Fabrizio Prianti. Aveva compiuto 81 anni ed è una delle voci storiche del giornalismo dell’isola d’Elba.
La salma di Faber, uno degli appellativi con cui veniva chiamato, sarà trasferita questa mattina a Livorno per essere cremata, come lui stesso aveva espresso ai suoi familiari. Se ne farà carico l’impresa funebre Posini che al termine riporterà all’Elba, nella sua amata Portoferraio, le ceneri che saranno tumulate nel cimitero del Santissimo Sacramento con una cerimonia, cui parteciperanno congiunti e una stretta cerchia di amici.
Ieri la notizia della morte si è diffusa in un baleno. Immediate le testimonianze di affetto e cordoglio alla moglie Carla e ai suoi tre figli, Gianluca, Marco e Cinzia. Prianti è stato un personaggio pubblico all’epoca delle prime radio private e a Tele Elba. Era la “voce” per antonomasia, pacata, profonda. Quando era richiesto un fine dicitore per occasioni importanti (era la voce narrante alle Feste di Poggio) e anche per la presentazione di spettacoli di arte varia in piazza, si ricorreva a lui, sapendo già in partenza che sarebbe stato garantito successo all’evento.
Era stato tecnico specializzato della telefonia pubblica e questo, per esigenze di lavori, lo metteva nelle occasioni di girare in lungo e in largo per l’isola e conoscere la più varia umanità. Ma la sua vera passione era occuparsi dei problemi che all’epoca affliggevano la maggiore isola della Toscana.
Con questo spirito aveva proposto e realizzato una trasmissione all’epoca su Tele Elba che trasmetteva dai locali sotto Forte Falcone dal titolo significativo, “Senza peli sulla lingua”, andata in onda per diversi anni, dove invitava i sindaci e personaggi pubblici dell’Elba a misurarsi con i giudizi e le critiche della gente. Ne nasceva un dibattito serrato in cui ciò che contava era rispondere ai bisogni dei cittadini. E lo faceva con ironia, talvolta con critica graffiante, ma mai travalicare il buongusto o l’offesa personale, avendo sempre rispetto della persona intervistata.
Cessate le trasmissioni televisive, Prianti è divenuto direttore ed editore del blog “Camminando.org”, dove è possibile rintracciare le ormai famose “Letterine a Gesù Bambino”, dove esprimeva i suoi desiderata. Aveva un sogno: quello di vedere un’isola a misura d’uomo, dove la giustizia sociale fosse messa al primo posto e ci fosse maggior attenzione dei governanti per chi aveva bisogno di un lavoro, di una casa, di concordia e solidarietà.
Ogni anno lo chiedeva. Ogni anno restava deluso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
