Italia
Dal parco di San Silvestro lo sguardo al territorio per immaginare il suo sviluppo
Campiglia, a trent’anni dall’apertura le idee per orientarne l’evoluzione. La sindaca Ticciati: «È una visione che va oltre i confini amministrativi»
CAMPIGLIA. Il territorio visto dal Parco archeominerario di San Silvestro. È questa la prospettiva suggerita dal masterplan paesaggistico del Parco. L’orizzonte lungo è la prospettiva che dà corpo al protocollo d’intesa sottoscritto nel 2020 dal Comune di Campiglia Marittima con la Regione Toscana e Cave di Campiglia Spa. Si mettono a fuoco le linee di ampliamento e valorizzazione del complesso archeologico e naturalistico nato negli anni ‘90 da una lungimirante idea del professor Riccardo Francovich. Un insieme complesso di testimonianze delle lavorazioni minerarie e metallurgiche che attraversano i millenni, diffuse su un vastissimo territorio sia in superficie che nelle viscere della terra.
S’intitola “Una miniera di idee” il convegno del 4 aprile in cui si è presentato il masterplan nella cornice del teatro Concordi. «La cultura e le bellezze del territorio come veicoli di sviluppo e crescita economica – dice la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati –. Recupero, tutela, valorizzazione sono le parole chiave anche per immaginare ciò che oggi non c’è e domani potrebbe esserci, con una visione che va oltre i confini amministrativi e si spinge da qui a trent’anni in avanti».
È il soprintendente archeologia belle arti e paesaggio per le provincie di Pisa e Livorno, Valerio Tesi a ricordare uno degli insegnamenti di Francovich: «La dimensione del patrimonio culturale va oltre il monumento, è monumento l’intero paesaggio storico che lo attornia». E sottolineando che a mettere il sigillo sul patrimonio storico e archeologico, che è emerso in più di trent’anni di ricerche e operazioni di valorizzazione, c’ha pensato il ministero per i Beni e le attività culturali, che su richiesta del Comune di Campiglia Marittima, al termine di un iter avviato nel 2014, nel 2019 ha dichiarato di interesse culturale sette siti ricompresi nel parco.
Il lavoro di progettazione avviato nel 2022 con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze è l’aggiornamento del masterplan del Parco archeominerario di San Silvestro elaborato nei primi anni ‘90 da Francovich e dal paesaggista Jamie Buchanan. «Quello dei Parchi della Val di Cornia è un fenomeno unico in Toscana – afferma il presidente della Regione Eugenio Giani – . È un’iniziativa che deve essere sostenuta per valorizzare il territorio. Ne sono così convinto che ho previsto nei dieci punti del memorandum allegato all’autorizzazione del rigassificatore in porto a Piombino un contributo annuale da dare alla società da parte del ministero della Cultura. Se questo non sarà la Regione è pronta a fare la sua parte. C’è un gruppo di lavoro che si sta confrontando per valutare come far proseguire questa esperienza, magari trasformando la società in una fondazione».
A coordinare la giornata Rossano Pazzagli, docente all’Università del Molise: «Il Parco di San Silvestro è stato il primo a essere realizzato e aperto al pubblico, nell’ambito del sistema unico dei cinque comuni». Silvia Guideri e Debora Brocchini, rispettivamente direttrice scientifica e responsabile del Parco di San Silvestro hannnno illustrato l’approccio multidisciplinare come metodo di lavoro per arrivare ad aggiornare il masterplan e il contesto che si propone di orientare.
La via delle Fonti per arrivare dall’area del Temperino, all’interno del parco, al borgo di Campiglia. Percorsi sopraelevati per dare nuove modalità di percezione del contesto. Lo sviluppo dell’attuale percorso del trenino realizzando una sorta di anello. Rendere percorribile un tratto di galleria tra Pozzo Earle e la Galleria Lanzi Temperino. Nuovi servizi nel complesso Etruscan Mines. Percorsi ciclopedonali. Le aree di Madonna di Fucinaia e dell’Etruscan Mines come accessi complementari al parco. C’è poi il valore naturalistico da mettere in relazione con la componente archeologica. Insomma, tante indicazioni per restituire la complessità di un paesaggio e della sua evoluzione attraverso il tempo integrando le emergenze in superficie con le emergenze del sottosuolo. Il tutto per orientare le trasformazioni attraverso schede di approfondimento e indicando tre fasi, ma nessun altro riferimento temporale. A curare la descrizione della parte progettuale il gruppo di lavoro diretto dalla professoressa Tessa Matteini e composto da Cristina Bartolucci, Virginia Castellucci e Francesco Torelli del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze.
«La Parchi ha nel suo Dna la capacità d’innovazione – sottolinea il presidente Parchi Val di Cornia Luca Ardenghi –. Il masterplan ribadisce l’importanza di superare gli steccati amministrativi e che è necessario credere in questa unità di territorio».
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