Italia
Si immerge vicino alla Golar Tundra: maxi-multa di 3.500 euro a un sub
Si tratta di un cinquantenne bolognese appassionato di pesca in apnea
PIOMBINO. Quando è riemersi, circondato dal personale del reparto operativo aeronavale della guardia di finanza di Portoferraio, è rimasto addirittura sorpreso. «Perché, cos’ho fatto di male?» ha replicato agli sguardi inquisitori dei militari, ammettendo candidamente di non sapere che quelle acque fossero interdette. Una scena surreale, anche perché avvenuta direttamente all’ombra della Golar Tundra, il gigantesco rigassificatore (293 metri di lunghezza, 40 metri di larghezza e ben 55 metri in altezza) ancorato dalla sera del 19 marzo alla banchina est della darsena nord del porto di Piombino.
Spacciarsi per l’unica persona in Italia che ignorava la presenza del nave rigassificatrice non gli è però bastato. Così un bolognese di poco più di 50 anni, grande appassionato di pesca in apnea che spesso ha visitato le acque piombinesi (e anche elbane) per questo suo hobby, si è ritrovato in mano un buon numero di verbali di cui due (per omessa segnalazione e navigazione in zona interdetta) di particolare gravità: in tutto dovrà pagare una maxi-multa di 3.500 euro.
Tutto si è svolto nel primo pomeriggio di mercoledì. A bordo del suo gommone e con indosso la muta da sub e tutto l’equipaggiamento per la pesca subacquea, l’uomo si è diretto in tutta tranquillità davanti alla scogliera frangiflutti, nella parte esterna della banchina alla quale è ormeggiata la Golar Tundra: non ha quindi superato l’imboccatura del porto, ma ha comunque fermato il motore in un’area che addirittura prima dell’arrivo della nave di Snam riultava interdetta a qualunque genere di attività secondo una specifica ordinanza dell’ufficio circondariale marittimo di Piombino. Ha poi gettato l’ancora e si è immerso in acqua, ignorando sia le normali procedure di sicurezza per i subacquei (una su tutte, predisporre un pallone-boa di segnalazone) sia il fatto che a poche decine di metri da lui torreggiasse proprio la Golar Tundra. E che lui, in quella zona di mare, non solo non avrebbe dovuto fermarsi ma soprattutto non avrebbe dovuto tuffarsi in acqua lasciando incustodito il proprio gommone.
Gli uomini della guardia di finanza a bordo della motovedetta che in quel momento stava svolgendo attività di monitoraggio dell’area si sono infatti subito allarmati per la presenza del mezzo fermo, all’ancora, in un’area proibita per la presenza del rigassificatore. Tanto più non essendoci alcun segnale della presenza del sub. Preparandosi a qualunque tipo di scenario (il peggiore: l’arrivo di un qualunque tipo di minaccia per il sito del rigassificatore proveniente dalle acque esterne al porto) i militari hanno subito alzato il livello di allerta e hanno affiancato il gommone iniziando la ricerca di qualcuno in immersione nelle vicinanze. E cercando di attirarne l’attenzione, anche con l’uso di richiami sonori. Dopo alcuni minuti l’uomo è emerso per risalire a bordo del gommone e, in quel momento, si è accorto di essere circondato dai finanzieri. Che dopo gli accertamenti di rito gli hanno rifilato la maxi-sanzione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
