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Elba, addio a Pietro Chionsini il cavaliere di Ciampi che ha avuto tre cuori
Rio nell’Elba, il cavaliere è morto ieri a 81 anni in ospedale. Politico e uomo di cultura aveva subìto due trapianti cardiaci
RIO NELL'ELBA. Una storia unica. È quella di Pietro (Tullio) Chionsini, morto ieri all’età di 81 anni. Classe 1941 di Rio nell’Elba, nella sua vita ha subito due trapianti di cuore e l’impianto di due nuovi reni. Basterebbe già questo per rendere straordinaria la sua vita. Ma ha fatto ben altro: l’eco del suo impegno nel lavoro, nella politica e nella cultura isolana arrivò fino all’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi che lo nominò Cavaliere della Repubblica. Chionsini è morto ieri nell’ospedale di Portoferraio. Era rientrato all’Elba da pochi giorni, si è sentito male e si è recato al pronto soccorso. Questa volta non è riuscito a superare l’ennesimo problema di salute.
L’infanzia da orfano
La vita di Pietro Chionsini è stata segnata da subito da un dramma. Perse a soli due anni il padre Tullio e la madre Rosa Gemelli. Morirono nel 1943 nell’affondamento del traghetto Sgarallino, silurato durante la seconda guerra mondiale da un sommergibile inglese. Il legame con i genitori non si è però mai interrotto: gli amici lo chiamavano Tullio in ricordo del padre. A prendersi cura del piccolo orfano fu la zia Daniela Chionsini. Morta nel 2011 a 101 anni è stata giornalista dello storico Corriere Elbano diretto dal mitico e compianto decano dei giornalisti isolani Leonida Foresi.
Il lavoro e la politica
Diventato adulto, Chionsini è stato segretario amministrativo al commerciale Cerboni di Portoferraio. Negli anni ‘80 riuscì, con il preside Giuseppe “Pino” Angeli a dotare l’istituto di moderni e attrezzati laboratori nonché di una biblioteca. In contemporanea Pietro-Tullio ha coltivato l’impegno politico: esponente del Partito socialista italiano, con incarichi dal 1962 fino al 1990, è stato per anni nel Consiglio comunale riese e portoferraiese. Ed è stato anche presidente del Consorzio socio sanitario elbano, l’equivalente dell’attuale Asl zona Elba. Fu lui a gestire la chiusura dell’ospedale napoleonico nel centro storico e a dirigere il complesso trasloco nella nuova struttura di San Rocco. È stato anche responsabile degli acquedotti elbani e assessore alla cultura per la Comunità Montana isolana, tenendo a battesimo il museo archeologico della Linguella.
Una lotta continua
Tutto questo mentre il suo cuore andava in crisi: a cavallo degli anni ‘80 e ‘90 ha subito ben due trapianti di cuore. Il primo nel 1988 all’ospedale di San Matteo a Pavia. Ma nel 1995 ci fu il rigetto e Chionsini affrontò sei interventi di angioplastica, finì sotto i ferri di chirurghi americani al “Columbus” (una clinica privata di Milano) e nel 1996 subì un ulteriore intervento con l’applicazione di due stent. Infine la nuova chiamata dall’ospedale di Pavia dove li venne trapiantato il secondo cuore nel 1997. I problemi di salute non lo hanno però abbandonato. In età matura è stato costretto alla dialisi, al trapianto dei reni all’ospedale Maggiore di Novara nel 2006 e ha anche dovuto sconfiggere un tumore al colon.
Gli amici e la cultura
Gli anni trascorsi a combattere tra ospedali e sale operatorie non gli ha fatto mai mettere in secondo piano il valore dell’amicizia. Importantissima fu quella con Italo Bolano, il pittore espressionista astratto scomparso nel 2020, che permise a Chionsini di frequentare ambienti di alto livello culturale.
Come quello che si formò alle Trane di Portoferraio. Qui Patrizia Brington, una facoltosa americana, acquistò la sacrestia e le abitazioni connesse dell’antica chiesa romanica di Santo Stefano, per poi cederle a un russo.
Era un maestro di canto e creò una scuola per giovani cantanti lirici che arrivarono all’Elba da tutto il mondo.
Il grande amore
Tra questi c’era Gisela Neuner, soprano che si esibita nei maggiori palcoscenici d’Italia e del mondo: la Scala di Milano, la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, poi in Portogallo. Tra Pietro-Tullio e Gisella, scomparsa da anni, scoppiò un amore unico. Comprarono casa a Magazzini e lui la seguì speso nei teatri di tutto il mondo.
«Il nostro è stato un amore grande e intenso, che non potrò mai dimenticare», raccontò Chionsini al Tirreno meno di un anno fa. Ora l’ha raggiunta per sempre.
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