Il Tirreno

L’allarme

Piombino, pochi volontari e meno soldi: «Assicurare il servizio è difficile»

di Cecilia Cecchi
Piombino, pochi volontari e meno soldi: «Assicurare il servizio è difficile»

Il governatore della Misericordia Luigi Coppola fa chiarezza sui servizi notturni «Garantire l’ambulanza per le dimissioni è complicato, ecco quali sono i motivi»

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PIOMBINO. Trasporto in ambulanza per le dimissioni: questo sconosciuto. Soprattutto di notte. A pagare di più, in termini di disagi, sono ovviamente i pazienti anziani che, pronti a tornare a casa dal pronto soccorso, si trovano spesso “parcheggiati” in barella o su una sedia in astanteria per ore: perché magari senza familiari in grado di recuperarli o nell’impossibilità di chiamare un taxi. Insomma, un disagio crescente. In città in servizio per i mezzi e personale a copertura delle emergenze del 118 ci sono la Croce Rossa, la Pubblica assistenza e la Misericordia.

Dunque associazioni a stretto contatto con l’Azienda Usl Toscana nord ovest sempre in prima linea e spesso chiamate in causa pure quando si creano intoppi pure nelle dimissioni notturne. “Colpe” che il governatore della Misericordia di Piombino Luigi Coppola rispedisce al mittente: «Nella nostra area territoriale il servizio di emergenza sanitaria è gestito e coordinato dalla centrale operativa 118 Livorno-Pisa Usl Toscana nord ovest che riceve le chiamate dal numero unico regionale – spiega – E ora è come se la Regione volesse scaricare le sue responsabilità sulle associazioni, senza rendersi conto che se dovesse saltare il sistema associativo dell’emergenza e del trasporto sanitario si incepperebbe tutto il meccanismo».

«Le dimissioni dal pronto soccorso all’abitazione restano un dovere etico e morale – ricorda Luigi Coppola –. Noi ne facciamo tantissime, siamo i primi a muoverci, ma non siamo in grado di sopperire a tutte le richieste. Se la Regione non ci mette in condizioni di garantire il servizio, la nostra abnegazione e i nostri valori di Misericordia che mettono al centro la persona da soli non potranno risolvere questa questione».

«Facciamo le dimissioni nonostante poco più di 20 euro di rimborso – sottolinea – , lo facciamo per rispetto della Croce che portiamo sulle nostre divise, ma siamo provati. I costi ci stanno distruggendo. Per turni di 12 ore, 365 giorni fra Pet (equipaggio di tre soccorritori di livello avanzato) e Mike (con autista-medico-infermire) , fino a 18 ore quando siamo di notte, prendiamo meno di 100mila euro comprensive di spese e tutto ciò che riguarda il servizio».

Mancano finanziamenti e mancano volontari. Sui siti social di qualunque 118 si raccomanda di non chiamare per qualunque tipo di trasferimento non urgente. «Ma le dimissioni come le emergenze – conferma Luigi Coppola – vengono sempre e comunque attivate dal 118 sia di notte che di giorno. Non si può dire che Asl gestisce solo le emergenze. Certo è che esiste una difficoltà oggettiva nell’erogare servizi notturni, escluse le emergenze. Dopo la pandemia Covid che aveva riportato ovunque una grande partecipazione nell’aiuto degli altri – sottolinea Coppola – il mondo è cambiato: in tanti se ne sono andati e restano a disposizione molti meno volontari. Dopo l’emergenza coronavirus è mancata continuità. Il dato oggettivo notturno? – conferma – Per un periodo e fino a qualche mese fa si potevano attivare la Pet, emergenza senza medico per le dimissioni ma questo metteva in seria difficoltà il sistema dell’emergenza che dev’essere sempre garantita dai turni. Fare a meno pure dell’ambulanza senza medico rischia di provocare problemi. Quanto stacchi per seguire una dimissione dal pronto soccorso è chiaro che non potresti essere disponibile per l’emergenza immediata. Resta comunque necessario trovare una soluzione che non perda di vista le persone: dunque ci vuole una postazioni di stand-by anche per le dismissioni».

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