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Il nuovo corso di Braccini (Fiom) «Su Jsw troppi impegni disattesi»
Siderurgia, il cambio al vertice del sindacato. Il segretario: «Arvedi? Il governo faccia il suo»
PIOMBINO. «Se qualcuno pensa di poterci prendere per stanchezza si sta sbagliando. Porteremo fino in fondo la battaglia per il sito siderurgico di Piombino». Sono le parole di Massimo Braccini, da pochi giorni eletto segretario generale della Fiom Cgil per la provincia di Livorno, succedendo a David Romagnani. Braccini, versiliese di 57 anni, è inoltre segretario regionale della Fiom dal 2014, fino dai giorni dello spegnimento dell’altoforno di Piombino.
Braccini, nei prossimi giorni, è attesa la richiesta di proroga di un anno degli ammortizzatori sociali per i lavoratori di Jsw. Ripartiamo da qui?
«Mettere in sicurezza i lavoratori è sempre un aspetto fondamentale. Per questo motivo Piombino non può prescindere dalla continuità degli ammortizzatori sociali».
La situazione, tuttavia, è confusa. Le voci sulla fabbrica sono molte. Come sindacato che idea vi siete fatti?
«Ci sono da tempo molte voci che si rincorrono. Credo che il governo giochi un ruolo fondamentale. È evidente che questa fase debba concludersi presto. Piombino deve entrare a pieno in un piano nazionale della siderurgia, tornando ad essere a tutti gli effetti centrale rispetto allo scenario nazionale».
Come si immagina il futuro della fabbrica? L’auspicio per lei è che si possa materializzare l’ingresso di un nuovo soggetto industriale?
«Ci sono stati passaggi tra governi, tante promesse. Intanto sarebbe bene che chi viene per investire mantenesse gli impegni assunti. Invece notiamo che gli investimenti e gli accordi di programma firmati non sono mai stati rispettati. Oggi c’è un cambiamento: la siderurgia in Europa risente di una situazione difficile, però abbiamo capito che a Piombino ci sono stati contatti, sopralluoghi da parte di soggetti interessati. Vediamo. Certo è che in questa fase tante imprese sono in una situazione di attesa, vogliono capire i costi, gli importi per le bonifiche, le variabili relative al gas e all’energia. Insomma, vogliono capire se ci sono le condizioni favorevoli. In quest’ottica il ruolo governativo è importante. Se vogliamo risolvere un problema annoso, bisogna che Piombino venga rilanciata. E la parte che il governo deve fare la deve fare fino in fondo. Sui presunti interessi da parte di gruppi solidi nel panorama della siderurgia bisogna però capire le condizioni».
L’obiettivo finale qual è?
«Resta quello di tornare a colare a acciaio, questo resta centrale. Fa la differenza fra un’acciaieria o qualcosa di diverso, resta da capire come arrivarci».
La Fiom ha seguito da anni questa vertenza. Il sindacato ha fatto abbastanza?
«Il sindacato ha fatto anche oltre quello che doveva fare. Accompagnare una vertenza del genere dopo tutti questi anni vuol dire avere una capacità fondamentale per tenere assieme i lavoratori anche dopo che sono da tanti anni in cassa integrazione. Quello del sindacato è un ruolo fondamentale, così come è fondamentale continuare a creare tutte le condizioni necessarie per dare una prospettiva del futuro. Qui si è lavorato con una gestione portata avanti con molta attenzione e capacità, questo è indiscutibile. A Piombino sono successe tante cose, siamo passati da un imprenditore a un altro. Più volte. Ci sono state speranze che poi sono state disattese. Oggi siamo di nuovo a una situazione poco chiara, ma noi non molliamo. Porteremo questa battaglia fino in fondo».
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