Telefoni in tilt da 15 giorni Montioni è sempre isolata
Danni e disagi a seguito del nubifragio del 6 dicembre
PIOMBINO. Un mondo a parte. Fuori da tutte le direttrici. Insomma, devi scegliere di andarci a Montioni. Chi ci abita o lavora ne ha fatto una scelta di vita. Dalla notte del 6 dicembre però il cono d’ombra i cui sono precipitati i 13 residenti si è fatto fittissimo. Isolati da tutto. È divenuto impossibile anche poter chiedere aiuto. Le linee telefoniche sono in tilt. E la telefonia mobile qui non ha mai funzionato. Sono da poco passate le 20 quando inizia a cadere una pioggia battente. L’intensità cresce. Acqua e grandine per ore che fanno tracimare fossi e torrenti. Provocano smottamenti e caduta di alberi.
Una terra di confine, tra i comuni di Suvereto e Follonica, in cui il groviglio di competenze è ben più ampio, due province, Livorno e Grosseto, l’Unione dei Comuni montana Colline Metallifere, la Regione e il Demanio. Il labirinto è tale che in due settimane non è ancora stato chiarito chi deve farsi carico della sicurezza e di rimettere ordine il territorio ferito. La misura? Su un tratto di circa un chilometro di strada sono tre gli enti competenti, ciascuno per un pezzetto.
Ancora oggi restano strade secondarie impraticabili, alvei dei torrenti ostruiti e piante pericolanti. L’elenco dei disagi è lungo. Provano a parlare in coro i residenti di Montioni. C’è anche chi ha una struttura agrituristica e non ha ancora la certezza che i suoi ospiti riusciranno a raggiungere la struttura per le festività, viste le condizioni della strada che ad oggi si riesce a percorrere solo con trattori o fuoristrada. Per non parlare del bar ristorante dove c’è l’unica utenza telefonica pubblica nel raggio di 15 chilometri. Anche questa dal 6 dicembre è fuori servizio.
«Il giorno dopo il nubifragio qualche intervento è stato fatto», raccontano. «Ci sono stati i sopralluoghi e ci è stato detto che avrebbero dovuto mettere a un tavolo tutti gli enti per stabilire le modalità d’intervento. Era il 9 dicembre e da allora non abbiamo più visto nessuno. E i problemi restano».
La pioggia caduta tra il 6 e il 7 dicembre è sicuramente stato un fenomeno di carattere eccezionale, per intensità e durata. «Lo è stato», conferma chi qui vive da decine di anni. Ma aggiunge: «I gravi danni però sono dovuti all’incuria. È una zona abbandonata e dove da anni non si fanno manutenzioni di fossi e torrenti, che sono ostruiti da tronchi e rami di piante secche e da altre che hanno avuto tutto il tempo di attecchire e crescere indisturbate dentro gli alvei».
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