Multe annullate a Marciana Marina: il tribunale assolve tutti
Per abuso d'ufficio erano imputati l'ex sindaco Andrea Ciumei, l'allora comandante della municipale Zenobio Sacchi e la nipote e collega Giovanna Chiuchiù
MARCIANA MARINA. Tutti assolti. Si è concluso così il processo per abuso d’ufficio sulle multe annullate a Marciana Marina. L’ex consigliere comunale e comandante della polizia municipale Zenobio Sacchi è stato dichiarato non colpevole per insufficienza di prove per un capo di imputazione e per altre due contestazioni penali con formula piena, così come la nipote e collega – ex vigilessa, ora nell’area tecnica di palazzo civico – Giovanna Chiuchiù. La procura aveva chiesto un anno e otto mesi di reclusione per il primo e 14 mesi per la seconda. Assoluzione per non aver commesso il fatto, invece, per l’ex sindaco Andrea Ciumei, per il quale anche il pm aveva chiesto di dichiarare la non colpevolezza. L’ex primo cittadino è rimasto coinvolto nel procedimento in quanto per sei mesi ha svolto il dirigente facente funzione del settore, ma a giudizio degli inquirenti non avrebbe avuto nemmeno la disponibilità delle password per accedere al sistema di gestione delle sanzioni. È quanto deciso ieri pomeriggio in tribunale dal collegio composto dal presidente Ottavio Mosti e dai due giudici a latere Alberto Cecconi e Andrea Guarini, che ha inoltre dichiarato la prescrizione per tutti i fatti avvenuti prima del 2015.
La procura aveva iniziato a indagare dopo un’informativa inviata dall’ex comandante della municipale e successore di Sacchi Gian Maria Rossetti, che nel frattempo è stato licenziato, di concerto con la guardia di finanza. La vicenda risale al periodo che va dal 2013 al 2018, ma le richieste di condanna della pm Sabrina Carmazzi all’ultima udienza prima della sentenza hanno fatto riferimento ai soli verbali annullati fra il 2015 e il 2017. Sotto la lente di ingrandimento l’annullamento di oltre 1.400 verbali, equivalenti a oltre 80mila euro. Ciumei, difeso dall’avvocato Enrico Girardi, era invece imputato per 37 verbali e 1.378 euro di mancanti introiti ed è stato assolto anche dalla Corte dei conti, che per un errore nell’atto di citazione ha preso la stessa decisione sia per Sacchi (difeso dal legale Sigfrido Fenyes) sia per Chiuchiù (difesa sempre da quest’ultimo con la collega Aurora Matteucci).
«Siamo soddisfatti della sentenza», è il commento dell’avvocato Fenyes. «Di nuovo, e per la seconda volta su due la giustizia ha formulato nei miei confronti l’assoluzione piena perché non potevo e non avrei potuto commettere quel reato, e arrecare danno alle casse del Comune – commenta invece Ciumei –. Purtroppo quando si agisce nell’esclusivo interesse pubblico si rischia di calpestare orticelli privati ». l
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